MacBook “Pro” e contro del laptop Intel based di ultima generazione.

Si sa che chi lascia la strada conosciuta per quella nuova in genere viene assalito da dubbi e perplessità. Io non ho fatto eccezione quando poco tempo fa ho avuto la necessità di sostituire il mio fidato compagno di viaggio PowerBook g4 con il nuovissimo MacBook Pro con tecnologia Intel. Intel Core 2 Duo 2.16

Si sa che chi lascia la strada conosciuta per quella nuova in genere viene assalito da dubbi e perplessità. Io non ho fatto eccezione quando poco tempo fa ho avuto la necessità di sostituire il mio fidato compagno di viaggio PowerBook g4 con il nuovissimo MacBook Pro con tecnologia Intel.

Intel Core 2 Duo 2.16 Ghz per essere pignoli.

Il corriere mi ha consegnato una sobria ed elegante confezione a valigetta. Non ne sono rimasto colpito piu’ del dovuto dal momento che in casa Apple hanno (da quel che ricordo) sempre curato il packaging dei loro prodotti in maniera sofisticata così che ormai guai se fosse altrimenti! Libero il mio nuovo laptop dagli involucri di protezione e noto che il design è praticamente invariato rispetto a quello precedente, se non per un profilo diverso (di gomma) nella base dello schermo, la presa di corrente MagSafe con il sistema di sgancio di sicurezza magnetico (una soluzione tanto semplice quanto utile), e una piccola webcam iSight incorporata nella cornice dello schermo da 15,4″.

Spero solo che non “scaldi” come il modello precedente. Dopo una prima oretta di utilizzo disimpegnato mi rendo conto che effettivamente riesco ancora a tenerlo sulle gambe tranquillamente senza dover forzare la mia auto-disciplina. Qualcosa e’ cambiato in meglio e ripenso a certi viaggi in treno in estate con il Mac “vecchio” che poteva fungere benissimo anche come fornetto da campo.Le temperature di esercizio sono quindi accettabili e anche la rumorosità del sistema è stata complessivamente ridotta (non ho riscontrato il sibilo che altri utenti della prima serie Intel based hanno lamentato), a parte quella del superdrive.

Lo schermo ha una risoluzione di 1440X900 pixels e una brillantezza convincente anche in situazione di contrasto accentuato. Il cuore del sistema, il processore Intel, lavora bene non c’è che dire, e in poco tempo mi fa dimenticare la sua natura fino ad ora aliena nel mondo Mac.

Le applicazioni proposte in iLife vengono eseguite a velocità sensibilmente superiore rispetto al g4, differenza che si sfrutta positivamente anche nel classico Photoshop o nei programmi di grafica 3d.

A Cupertino i tecnici hanno sfruttato il background di informazioni e critiche relative al PowerBook per creare un successore e non un sostituto del modello precedente.

Qualcosa che resta in sospeso però c’è. Il trackpad mi sembra copiare e tradurre i gesti in maniera meno precisa rispetto a prima, nonostante la superficie di contatto sia stata
aumentata. Invece non capisco perchè quando tutto diventa più sottile, leggero, insomma portatile, l’alimentatore sia stato ridisegnato nella direzione opposta. Quando mi porto a spasso il MacBook con alimentatore,adattatore per la presa di corrente,e mouse, il computer e’ la cosa meno ingombrante!

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