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Microsoft, soluzione amichevole per Posonov

Microsoft torna a scrivere a Gorbaciov per alcune puntualizzazioni sul caso Posonov. Innanzitutto Microsoft precisa di non aver istigato alcuna iniziativa contro il professore russo, infine chiede una soluzione amichevole evitando una sentenza nel penale

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Lo scambio di messaggi tra Redmond e Mosca sta dipingendo un equilibrio burocratico alquanto labile su cui Microsoft si sta muovendo con cautela per non fare passi falsi. Tutto inizia, come risaputo, con la lettera aperta di Gorbaciov a Bill Gates chiedendo intercessione in aiuto di Alexander Ponosov, professore accusato di aver installato software pirata sui computer del proprio istituto.

La missiva firmata Microsoft giunge sulla scia delle attività di avvicinamento della Russia alle legislazioni internazionali in tema di protezione di copyright: per entrare nel WTO la Russia deve omologarsi a tutta una serie di normative ed ogni caso diventa un termometro su cui la comunità internazionale punta l’attenzione per misurare il polso alle operazioni delle istituzioni russe. La prima risposta di Microsoft è netta: sulla base dei fatti emersi il caso Posonov è un caso di pirateria ed in quanto tale necessita di un normale percorso giudiziario. Si vota per la punizione, ma si ricama il tutto esprimendo semplice fiducia nel giudizio della corte.

Una nuova nota, in seguito, ammorbidisce la posizione del gruppo americano nei confronti del professore russo. L’opinione pubblica russa, infatti, ha interpretato il caso come un attacco proveniente dalla stessa Microsoft, mettendo così il gruppo in difficoltà e costringendo i consulenti di Bill Gates a muoversi con molta cautela. La nuova nota diffusa da Redmond è così riportata e tradotta da Repubblica.it: «siamo desiderosi di vedere questo caso risolto con un accordo amichevole in modo da potere guardare in avanti […] In generale, non crediamo che un caso di questo genere possa portare a una incriminazione di tipo penale, dato il numero minimo di computer interessati e considerando il fatto che i pc sono stati comprati a uso degli studenti».

Una ulteriore precisazione, infine, allontana Microsoft da ogni responsabilità sul caso andando a riparare l’incidente diplomatico creatosi attorno al caso Posonov: «è importante precisare che Microsoft non ha istigato il processo contro il direttore della scuola, Aleksander Ponosov. Questo caso è stato gestito dalle autorità russe secondo la normativa. Abbiamo avuto l’opzione di promuovere una causa civile, ma abbiamo deciso di non farlo».