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Condanna belga per Google News

Google News è stato condannato dai giudici belga nel caso che vedeva il motore accusato di violazione di copyright a causa della pubblicazione sul suo aggregatore di notizie provenienti da organi di stampa Copiepress. Per Google gravi penali retroattive

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In Belgio per Google arriva una sonora condanna che sancisce la colpevolezza del motore di ricerca nella propria attività di indicizzazione tra le pagine dei giornali online. Google News, come risaputo, è una rassegna stampa che raccoglie le notizie più importanti proponendo parte dell’articolo, il titolo e sporadiche immagini: i giornali belga a suo tempo non hanno gradito, scattò la denuncia ed ora il tribunale ha dato il proprio parere.

La denuncia a Google fu firmata da Copiepress, gruppo che va a rappresentare le 17 maggiori testate editoriali belga (francofone o in lingua tedesca). Secondo quanto stabilito dal giudice, per Google è in vista una sanzione retroattiva da 25.000 euro per ogni singolo giorno di illecito, assommando in tutto a qualcosa come 3.5 milioni di dollari. Google peraltro non è il solo motore al centro dell’attenzione: Copiepresse ha già infatti diffidato anche Yahoo e Microsoft dalla pubblicazione delle notizie prese dalla stampa belga.

La notizia sulla versione belga di Google News

La notizia sulla versione belga di Google News

Nessuna conferma giunge al momento nè dal tribunale, nè da Google: solo gli avvocati Copiepress hanno fatto da cassa di risonanza alla decisione, per la quale Google sarebbe peraltro costretto anche a pubblicare la sentenza sulle proprie pagine online. In occasione della prima sentenza Google si era rifiutata di pubblicare il tutto considerando la decisione priva di merito. Ora, però, la scappatoia è limitata: o 5 giorni di pubblicazione, oppure 500.000 euro al giorno di penale.

La decisione mette Google all’angolo e parallelamente offre a Copiepress un forte punto di forza nelle trattative con MSN e Yahoo: tra le diverse fazioni la discussione è animata da tempo ed ora gli organi di stampa hanno dalla loro parte una sentenza che permetterà di far leva sulla minaccia legale per monetizzare l’apporto contenutistico al servizio di aggregazione voluto dai tre motori di ricerca. Con Google la rottura è consumata e, secondo l’opinione del portavoce Google Jessica Powell, all’orizzonte v’è la possibilità di un nuovo appello.

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