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Il Power Mac G4 Cube oggi

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Quello che stabilì la Apple realizzando il Power Mac G4 Cube era la capacità di spostare l’oggetto tecnologico verso un piano di assoluto design. Il cubo era ed è tutt’ora un computer che rinnega l’identità amorfa di freddo calcolatore per rivendicare uno status di icona carismatica nella storia dell’informatica moderna.

Perchè rimase in produzione solo un anno, dal 2000 al 2001, senza ricevere ulteriori aggiornamenti?
Il cubo era stato pensato per chi voleva qualcosa in più dell’iMac, senza impegnarsi nei più professionali PowerMac. Questa era una via di mezzo che forniva libertà dal punto di vista dello schermo (a differenza dell’iMac) e limitazioni per quanto riguarda l’espandibilità (a differenza del PowerMac).

La purezza del Design ha infatti il suo prezzo: le porte usb, firewire, video e audio, erano tutte nella parte inferiore, (proprio per lasciare perfettamente lisci i profili laterali), mentre sul top oltre al pulsante “power” troneggiava la griglia di dissipazione e lo slot a caricamento verticale dell’unità ottica.

La superficie in metacrilato era notevolmente fragile e l’assenza di una ventola di raffreddamento rendeva il cubo molto silenzioso, ma favoriva il surriscaldamento del sistema (che per proteggersi da eventuali danni andava in stop automaticamente). Nelle prime serie poi, il pulsante di accensione di tipo touch sensitive era molto sensibile alle vibrazioni del piano d’appoggio.

Le dimensioni del case (A 25.4 x L 19.5 x P 19.5 cm) non lasciavano molto spazio alla creatività dal punto di vista di implementazioni hardware e la percezione da parte dei clienti di trovarsi di fronte ad un prodotto che fosse ancora un prototipo con tutti i difetti del caso divenne un irreversibile.

Il prezzo alto è stato un fattore negativo decisivo nella breve storia del Power Mac G4 Cube.

Oggi però è possibile trovare una chiave di lettura revisionistica, in particolare in seguito all’uscita del Mac Mini, riabilitando il Mac Cube dal purgatorio degli “episodi da dimenticare” a una condizione di sperimentazione sul campo per tendenze future. Cioè oggi.
Il Mac Mini si puo’ pensare essere il cubo rivisitato, migliorato e collocato correttamente come prezzo e tipologia.

L’eredità lasciata dal Mac Cube è però molto di più: una dichiarazione di guerra all’immobilismo estetico e all’ apatia nell’evoluzione dei sistemi tecnologici e informatici.