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L’iMac a lampada

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Alla fine del 2001 l’iMac era in crisi.
Una nuova tecnica di decorazione non era bastata per migliorare la situazione, senza contare che negli anni l’interesse del mercato era calato notevolmente.
Fortunatamente, già da mesi, Apple stava lavorando alla soluzione.

Nel gennaio del 2002 fu presentato il nuovo iMac con schermo piatto.
Tutto l’hardware era concentrato in una mezza sfera (27 cm di diametro circa) bianca che faceva da base all’iMac, sulla quale era agganciato un braccio snodabile che sosteneva lo schermo piatto da 15 pollici che poteva essere alzato, abbassato o ruotato a piacere.

Erano disponibili tre configurazioni:

  • un modello con un G4 a 700MHz, 128MB di RAM, 40GB di HD e lettore CD a 1299 dollari;
  • uno con G4 a 700MHz, 256MB di RAM, 40GB di HD e COmbo drive a 1499 dollari;
  • uno con G4 a 800MHz, 256MB di RAM, 60GB di HD e Superdrive a 1799 dollari.

I due modelli maggiori includevano gli Apple Pro Speakers.

Con il lancio degli iMac con schermo piatto Apple dichiarò di abbandonare definitivamente gli schermi CRT in favore degli LCD, sia per i professionisti, sia per la fascia consumer.
Oltre a quelli da 15″ venne presentato anche il primo modello di iMac con schermo da 17″.
Aveva un processore a 800MHz, un SuperDrive, 256MB di RAM, 80GB di HD ed era venduto a 1999 dollari.
Tutti i modelli includevano la nuova tastiera e il mouse bianchi.

Il lancio fu rovinato dalla rivista TIME che pubblicò l’immagine del nuovo computer con qualche ora d’anticipo rispetto al Keynote di Steve Jobs.
La reazione del pubblico fu comunque eccezionale e iMac tornò in cima alle vendite.
La forma, che ricordava la lampada di Pixar, lo faceva sembrare come un oggetto da sempre presente sulle scrivanie, lo rendeva simpatico ed elegante.

Le nuove macchine erano così apprezzate che Apple aspettò un anno prima di aggiornarle.
Nel febbraio del 2003 la linea fu semplificata e le macchine furono potenziate.
I modelli a disposizione diventarono soltanto due:
quello con monitor da 15″ aveva 60GB di HD, 256MB di RAM,32MB di VRAM e un Combo Drive per 1299 dollari;
quello da 17″ aveva 80GB di HD, 256MB di RAM e un SuperDrive per 1799 dollari.
Il maggiore includeva notevoli migliorie strutturali interne tra le quali il Bluetooth integrato, la scheda Airport Extreme preinstallata e una RAM più veloce.

Le novità di iMac per l’anno in corso non erano ancora finite.
A settembre Apple potenziò il 15″ per renderlo potente come quello da 17″;
ne venne introdotto un terzo modello con monitor da 20″ e caratteristiche tecniche pari ai 15″ e 17″, ma a un prezzo di 2199 dollari.

Con l’introduzione degli iMac a lampada la gente aveva smesso di scegliere il computer in base al colore, scegliendo piuttosto in base alla grandezza del monitor.
I problemi tuttavia non mancheranno, Apple dovrà introdurre al più presto processori a 64bit anche nelle sue macchine consumer per tenere il passo con la concorrenza, ma il G5 di IBM scalderà troppo per essere inserito nel case a lampada.
Anche se la forma a lampada era stata molto apprezzata dal pubblico, Apple sarà costretta a cambiarla molto presto.

Video:Il nuovo iMac Pro di Apple