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WiMax in Italia non s’ha da fare…

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Michele Favara Pedarsi, esperto di tecnologia e wireless, spiega perchè in Italia si tendono ad affondare le potenzialità del WiMax, approfondiamo assieme l’argomento.

WiFi e WiMax spesso si riducono ad un solo termine ma in realtà ci sono alcune differenze, il WiMax è un nome più pratico da ricordare, che è stato dato a dei protocolli identificati dalla specifica IEEE 802.16 che consentono di trasferire dati con tecniche innovative via radio.

Il WiMax porta numerosi vantaggi e migliorie al WiFi che spesso è limitato a connettività locali e che al primo ostacolo termina la sua utilità di rete, il WiMax infatti è in grado di superare gli ostacoli materiali perchè pensato per un uso geografico.

Una cosa ridicola è che in Italia le frequenze che verranno messe a disposizione per la rete sono a frequenze che non consentono l’uso NLOS, cioè not line of sight, ovvero la capacità di superare ostacoli e inoltre la quantità messa a disposizione sarà veramente pochissima.

Senza andare nello specifico e nel tecnico, una soluzione per evitare il monopolio di pochi della rete WiMax una soluzione è Open Spectrum, a cui è possibile farsi un’idea e approfindire l’argomento al seguente link, in poche parole se verrà utilizzata la tecnologia Open Spectrum il numero degli operatori possibili è infinito e quando si aumenta la frequenza a disposizione si aumentano le prestazioni generali del network.

Insomma, l’open che va molto di moda in questo periodo anche in questo caso sembra il modo più furbo per mettere mano al WiMax e incrementare un bene pubblico da non sottovalutare, tutto questo triste punto di vista di Favara, si conclude con una sua affermazione sulla poca attenzione che il governo attualmente rivolge a questo ambito e alla possibilità che i pochi ‘luminari’ che l’Italia possiede in questi campi si rivolgano all’estero per la ricerca di posti di lavoro in cui queste tecnologie sono tenute in considerazione come uno sviluppo favorevole per la comunità.

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