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Vuoi condividere la tua vita privata?

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Dopo l’esplosione del fenomeno blog molti utenti hanno preso la scrittura su web come missione di vita e sono stati oggetto di critiche.

Analizziamo dei punti fondamentali di questa mania che dilaga, facendo una distinzione solo per due aspetti:

  • chi utilizza un media di comunicazione vuole sentirsi parte di esso
  • il solo modo che si ha per valutare la propria appartenenza ad un gruppo è la misurazione del contatto

Non voglio fare critiche ai blogger, ma solo presentare un servizio che si propone come “nuovo” ma che invece rispolvera dallo scaffale un modo di vivere comune.

Immagina di entrare in un pub e di conoscere una persona al bancone. Mentre bevi la tua birra ti accorgi che la marca scelta dalla persona conosciuta è la stessa strana marca che avevi bevuto o assaggiato durante una tua vacanza all’estero e che eri sicuro di conoscere solo tu.

Trovare un “compagno di bevute” con il quale chiacchierare ti fa sentire di nuovo importante, ti fa avere l’impressione di non essere solamente un individuo ma parte di un gruppo.

La maggior parte delle volte tenderai a fidarti della persona con cui stai bevendo e ti troverai a raccontare cose che non avevi mai raccontato, basi il tuo rapporto, con la persona conosciuta, anche in funzione della quantità di telefonate che vi scambiate (aka statistiche dei siti). Se non vi sentite per diverso tempo, potresti avere la sensazione di essere stato abbandonato, oppure ti senti in dovere di scusarti per la tua mancanza. Ecco che quindi torni a parlare di qualche cosa, non importa cosa, l’importante è che aumenti la quantità di scambi che riesci ad avere.

Dopo diverso tempo che gestisci, in questo modo, i tuoi rapporti sociali, ti accorgi che aver condiviso cose personali, con le persone conosciute o con quelle che non conoscevi ma che ascoltavano le tue conversazioni nel pub, non ti soddisfa, anzi ti preoccupa perchè vorresti avere uno spazio in cui parlare di cose private senza avere troppe orecchie intorno.

Su questo si basa l’idea di ebaobab.net, sull’esigenza delle persone di avere una vita privata e di poter scegliere le persone con cui parlare di quello che si vuole. Di condividere foto, esperienze, pensieri senza renderli pubblici.

Per questo volevo fare una domanda: trovi che ebaobab.net sia paragonabile alla scoperta dell’acqua calda, oppure che in fondo un servizio di questo tipo sia utile a tutti quelli che non possono permettersi di avere un sito personale e che invece si trovano di fronte solo i tipici servizi mutliblog senza possbilità di gestire le tipologie di accessi?

Mi piacerebbe precisare che ebaobab.net non è l’unico nel suo genere ma l’ho preso come esempio.