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Google introduce il pay-per-action

Google ha introdotto tra le proprie opzioni pubblicitarie la possibilità di avviare campagne in Pay-Per-Action, nelle quali il pagamento avviene solo a conversione avvenuta (ovvero dopo l'acquisto di un prodotto o l'iscrizione ad un servizio)

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Google posa la prima pietra per un nuovo sistema di promozione online: il Pay-Per-Action (PPA). Il sistema non è ovviamente una novità, ma i termini con cui il colosso di Mountain View potrà portarlo a compimento promettono nuovi orizzonti. Il pay-per-action, infatti, richiede un controllo maggiore sulle varie procedure attraverso cui l’utente viene veicolato verso l’oggetto della promozione e solo quando l’intero percorso è stato compiuto scatta il pagamento. I test sul servizio sono in auge ormai da oltre un semestre, ma è solo con l’annuncio odierno che il tutto si apre ad un primo esperimento con il pubblico (riservato al momento solo all’utenza USA).

Nonostante vari e ripetuti tentativi siano già stati portati avanti da più parti, il Pay-Per-Action è rimasto fino ad oggi una seconda scelta che Google ha ora intenzione di lanciare sul grande palcoscenico. Ad oggi il tutto viene aperto semplicemente in beta release ed ogni utente interessato potrà verificare direttamente le qualità del servizio proponendosi come tester attraverso l’apposito modulo. Tre i passaggi indicati nella homepage creata sotto il cappello di AdWords:

  • Crea le pubblicità, definisci le azioni e monitora le conversioni
  • Il sito scelto pubblicherà le promozioni
  • Si pagherà solo per le conversioni effettive

Maggiori informazioni sono disponibili tra le FAQ del servizio. Si apprende, ad esempio, che si può fissare una cifra diversa per ogni azione portata a compimento ««puoi scegliere di pagare 5 dollari per un’iscrizione e 10 per un acquisto») e che il pagamento viene autorizzato anche se l’azione viene portata a compimento vari giorni dopo il click iniziale che ha portato il servizio o il prodotto alla conoscenza dell’utente.

Pay-Per-Action AdWords

Le promozioni Pay-per-Action, per loro stessa natura, sono destinate a maturare pagamenti ed introiti di maggiore entità rispetto ai tradizionali click sulle inserzioni pubblicitarie in quanto determinano il riconoscimento di una cifra sulla base di un risultato già ottenuto. Le azioni che il beta test considera al momento per validare la conversione sono le seguenti:

  • Iscrizione
  • Signup
  • Interazione con il sito, visita di più pagine
  • Vendita (riconoscimento fisso per ogni unità smerciata)
  • Vendita (con riconoscimento percentuale)

Per ogni azione Google offrirà gli strumenti utili a tracciare gli utenti garantendo la bontà delle conversioni. Alla luce delle cifre in ballo, ulteriori dubbi sul click fraud non saranno più presumibilmente tollerati. Al tempo stesso, però, ogni tentativo di frode perde di significato nel momento stesso in cui si procede al pagamento di una percentuale sul venduto in quanto non è più un rapido e gratuito click a determinare la transazione legata all’investimento pubblicitario. Il click fraud, insomma, è potenzialmente destinato a perdere di incidenza con andamento inversamente proporzionale alla crescita del Pay-Per-Action.

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