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Licenziato l’autore del video anti-Clinton

Una volta scoperto, l'autore dell'ormai famoso video messo su YouTube (che paragona Hilary Clinton ad un Grande Fratello) è stato licenziato dall'azienda per la quale lavorava

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È stato uno dei misteri più indagati degli ultimi giorni in rete: chi mai ha messo su YouTube il video che fondeva le immagini della nota pubblicità «1984» di Apple con quelle di Hillary Clinton? Trattasi di un video schierato apertamente con Barack Obama, l’altro candidato alle primarie del partito democratico, che paragonava la moglie dell’ex-presidente degli Stati Uniti ad un Grande Fratello.

Il mistero è stato risolto pochi giorni fa quando sul suo noto blog Arianna Huffington ha dichiarato di essere riuscita a scoprire chi fosse l’autore. Si tratta di Philip de Vellis, un uomo che già aveva lavorato come addetto alle comunicazioni in rete per la campagna al senato di Sherrod Brown del 2006 e che ora lavora alla Blue State Digital. Anzi: lavorava. Lo stesso de Vellis infatti in un post ospitato proprio sul blog di Arianna Huffington, oltre a confessare e spiegare le motivazioni che lo hanno portato a creare e diffondere il video in questione, dichiara di aver rassegnato le sue dimissioni dalla Blue State Digital. Tuttavia secondo Chris Cillizza del Washington Post de Vellis sarebbe stato licenziato dalla sua azienda che, con apposito comunicato stampa, si è affrettata a specificare non solo che non sapevano nulla di quanto avesse fatto, ma anche che ad ogni modo l’impiegato in questione non aveva partecipato alla campagna di Obama.

Ma la frase più importante di tutta la storia l’ha scritta proprio de Vellis nel suo post-confessione: «ho creato la pubblicità “Vote Different” perchè volevo esprimere quello che sentivo riguardo le primarie democratiche e perchè volevo mostrare che un solo cittadino può influire sull’intero processo». Ed è ciò che è effettivamente successo: il video ha fatto il giro della rete in pochissimo tempo, è stato visto 1 milione e 600mila volte ed ha alzato moltissime polemiche specialmente sull’influenza della rete.

Proprio a questo proposito si esprime Slashdot, riportando il commento di un utente che sostiene come uno dei fattori più importanti nello spostamento delle dichiarazioni e degli attacchi politici dalle strade alla rete sia sicuramente il fatto che in rete il singolo è più difficilmente associabile alla protesta cui prende parte.

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