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Jobs e i DRM, atto finale… forse

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Ieri Apple ed EMI hanno tenuto una conferenza stampa a Londra.

L’evento è stato organizzato per annunciare un accordo, tra le due, che permette la vendita su iTunes di brani privi di DRM.

Si scopre così, che la lettera che Steve Jobs aveva scritto condannando pubblicamente l’uso dei DRM non era demagogia, ma faceva parte di un disegno più ampio che Apple stava cercando di realizzare. Come al solito zio Steve da segnali e poi passa ai fatti.

La lettera di Jobs trattava molti temi; parlava soprattutto di come i DRM, imposti dalle major, fossero inutili contro la pirateria e danneggiassero, invece, quegli utenti che rispettavano le leggi.

Jobs poi, passava a esaminare tutti i possibili scenari futuri per dimostrare che l’abolizione era sicuramente la soluzione migliore per tutti.

La possibilità di utilizzare qualsiasi file su qualsiasi player era sicuramente la realtà più comoda per l’utente finale e permetteva una concorrenza più libera; inoltre l’assenza di questi controlli non favoriva la pirateria più di quanto non facciano i DRM che possono essere aggirati e rimossi.

La lettera fu accolta con grande clamore, tanto che anche i telegiornali italiani, solitamente sordi a notizie simili, ne riferirono i punti salienti nelle loro edizioni serali.

D’altra parte, però, Jobs fu accusato da molti di fare della demagogia di basso livello e di aver parlato solo di musica, tralasciando l’argomento della vendita dei Video, in parte prodotti da Disney, di cui è azionista di maggioranza.

Nonostante ciò, se non lo aveva già fatto, il mondo della major cominciò a prendere in seria considerazione questa ipotesi, mentre sulla rete ogni azienda diceva la sua e si scatenavano violente polemiche.

La Free Software Foundation chiese a Jobs di dimostrare la sua sincerità togliendo i DRM almeno dalla musica indipendente. Ma il CEO di Apple ignorò questa proposta perchè probabilmente stava già preparando l’accordo con EMI.

Oggi, dopo la conferenza congiunta con EMI, sappiamo che la rimozione dei DRM dai brani di EMI su iTunes Store sarà presto una realtà, ma non solo!

Infatti è emerso che sia stata EMI a proporre l’accordo ad Apple e non viceversa (anche se probabilmente lo ha fatto in seguito alla lettera pubblicata).

Accordo che non è esclusivo e che permetterà agli utenti di scegliere se scaricare la versione con DRM o quella senza.

Le singola canzoni prive di DRM costeranno 1,29 euro, invece dei 0,99 euro di quelle con la protezione, ma gli album avranno lo stesso prezzo.

Con questa mossa Apple, oltre a guadagnare in immagine a livello mondiale, conta di aumentare ulteriormente il volume di musica digitale acquistata online legalmente, togliendosi tutti i problemi che i DRM gli stavano portando.

Molti, infatti, si lamentavano delle limitazioni causate dai DRM e l’Europa aveva già ripreso Apple per il suo sistema chiuso iTunes-iPod oltre che per le differenze di offerta tra i vari Store.

Se le canzoni verranno vendute senza DRM saranno necessari molti meno controlli e il negozio online di Apple potrà essere organizzato anche in maniera differente.

Tutti questi problemi quindi sembrano essere destinati a sparire nel prossimo futuro; questo anche grazie a Steve Jobs che, ancora una volta, ha dimostrato di saper vedere un po’ più in là dei suoi avversari e di saper cogliere le occasioni per migliorare il mondo della tecnologia.

Quale sarà la prossima mossa su questo campo?

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