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YuMe, pubblicità dinamiche nei video

YuMe Networks promette di aver ideato un nuovo sistema per inserire dinamicamente le inserzioni pubblicitarie all'interno dei video, aggirando così l'impossibilità del tracking dei video scaricati e diffusi tramite download

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Un nuovo tipo di pubblicità legato ai video è stato annunciato da YuMe Networks e, sebbene i meccanismi esatti del sistema rimangano al momento sostanzialmente nebulosi, le promesse non mancano. YuMe, infatti, sostiene di poter inserire pubblicità all’interno dei video in modo dinamico, ovvero permettendo di cambiare nel tempo le inserzioni anche in seguito ad un download già avvenuto.

Il sistema YuMe, in pratica, potrebbe essere adattato tanto agli streaming quanto ai canali P2P, tanto agli scambi di file via mail, quanto ai servizi di download: una volta distribuito il file, infatti, un sistema di tracciabilità dovrebbe permetterne un continuo monitoraggio riuscendo ad inserire dinamicamente le pubblicità aggirando la staticità del file nella dimensione offline. Le pubblicità possono essere inserite a piacimento prima o dopo il video ed allo stesso modo è possibile scegliere il proprio target in base anche alla geolocalizzazione del file fruito. Il primo esempio di pubblicità YuMe è in una campagna Eidos Interactive per pubblicizzare “Lara Croft Tomb Raider: Anniversary”: l’inserzione è stata inserita in alcuni video distribuiti tramite piattaforma BitTorrent.

Se l’offerta YuMe dovesse rivelarsi sicura e dovesse assolvere alle promesse portate avanti, per il settore dei video si aprirebbero nuove importantissime opportunità commerciali oggi limitate alle pubblicità negli streaming o ai servizi a pagamento. YuMe garantisce, secondo quanto riportato da CNet, la possibilità di conoscere quanti utenti vedono un particolare filmato, fino a che punto seguono la riproduzione, quando e se cliccano sulla pubblicità». Jayant Kadambi, CEO del gruppo, sostiene tramite comunicato ufficiale che il sistema è in grado di funzionare tanto su PC quanto su mobile o tramite IPTV. «In questo modo» sottolinea PMI.it «l’inserzionista pagherà per le visioni effettive e non solo per il numero di download effettuati».

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