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Giusto parlare di applicazioni preferite?

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Dopo diverso tempo che scrivo, navigo e mi confronto con il mondo del web mi sono posto un quesito.

Il web è pieno di liste di applicazioni preferite e di buoni consigli su come usarle.

Rimane il fatto che troppe applicazioni preferite secondo me sono essenzialemente una perdita di tempo, nel senso che chi è proiettato nel mondo del lavoro deve fare i conti con la produttività. E produttività vuol dire molte cose…

Faccio un breve esempio:

  • Utilizzo Skype, per le sue potenzialità e per il paradigma che vuole essere alla base della sua idea: mobilità, rapidità, qualità della voce.
  • Ho istallato GoogleTalk perchè consigliato come prodotto leggero e poco invasivo (ammetto di averlo poi utilizzato solo in rarissime occasioni)
  • Ho provato vari servizi online di aggregazione dei feed e ora il web è pieno di miei account (saranno contenti i titolari dei vari servizi)

Rimane il fatto che se devo fare una telefonata preferisco nettamente l’ergonomia: a nulla sono valse le varie apparechiature di ausilio da collegare al mio pc o peggio ancora al mio portatile.

Se poi devo leggere la lista di feed rss cui sono abbonato preferisco nettamente un buon aggregatore locale, per il semplice motivo che trovo scomodi tutti i servizi online per la loro concezione di layout (ad esempio: visualizzazione a tutto schermo o parziale), mi piace leggere gli abstract e fare ricerche nei titoli anche quando sono offline e soprattutto mi piace avere una lista unica di feed alla quale solo in un secondo momento applico dei filtri di lettura.

E non dovete pensare che sia una cosa scontata, perchè la maggior parte di aggregatori online permette di avere una lista parziale in base alle sorgenti e non una lista completa.

Che dire, qualcuno mi ha definito “tecnocrate”. Sarò un tecnocrate pigro?

Video:Chef Barbieri e Learning360 Award Pasquale Ruju