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Stop ai costi di ricarica, anche ai provider voip?

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Da quando il celeberrimo decreto bersani è divenuto legge i gestori – soprattutto di telefonia mobile – si sono ingegnati a recuperare gli introiti persi con l’ex balzello alzando le tariffe spesso spacciandole per più convenienti delle vecchie.

La domanda da porsi è se tale legge va applicata allo stesso modo anche sulla telefonia VoIP, visto che molti gestori applicano questa “tassa” sui propri tagli di ricarica.

Dalla gazzetta ufficiale si legge:

E’ vietata, da parte degli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche, l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica
[…]
Gli operatori di telefonia mobile adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

Stando ad una interpretazione del tutto personale e priva di ogni fondamento giuridico – essendo il sottoscritto un Tecnico e non un Legale – anche i gestori VoIP verrebbero coinvolti nella famigerata legge Bersani e costretti quindi ad eliminare il costo di ricarica, che, specie nella telefonia VoIP ha veramente poco senso.

I gestori di telefonia mobile si sono sempre giustificati dicendo che i costi andavano a coprire le spese di distribuzione e produzione delle scratch-card, ossia le schede gratta e ricarica in vendita nei negozi.

Tale costo non è giustificato per ricarica effettuate via terminale, sia tramite internet che tramite bancomat visto che l’unico costo puo’ essere quello della transazione per effettuare il pagamento.

Staremo a vedere, per adesso quasi tutti i gestori VoIP hanno eliminato il costo di ricarica, tranne Squillo – la soluzione VoIP di NGI – che pare ancora offrire ricariche con costi variabili da 3 a 5 euro.

Video:Conio Accelera, i costi di rete