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Google compra DoubleClick per 3.1 mld

Google ha fatto proprio il gruppo DoubleClick per 3.1 miliardi di dollari. Il prezzo è lievitato in seguito ad una vera e propria asta con Microsoft, ma non tutti giudicano troppo positivamente un'operazione tanto importante quanto estremamente onerosa

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«Google annuncia di aver raggiunto il definitivo accordo per l’acquisizione di DoubleClick, leader nei servizi e nelle tecnologie di marketing digitale»: un comunicato stampa del gruppo ufficializza la stretta di mano tra le parti, rinvia a fine anno per il passaggio di consegne (in attesa della formalizzazione di tutti gli atti necessari) e rende pubblica soprattutto la quantificazione monetaria dell’accordo. Per far proprio DoubleClick, Google ha dovuto firmare un assegno da 3.1 miliardi di dollari, configurando così l’operazione come la più cara mai concretizzata a Mountain View ed in grado di doppiare la precedente operazione d’acquisto chiusa con YouTube (1.6 miliardi di dollari).

L’operazione ha duplice importanza: da una parte v’è il valore che Google aggiunge ai propri asset, dall’altra v’è il valore tolto dalle grinfie della concorrenza. Il prezzo dell’operazione, infatti, è maturato in seguito ad un serrato braccio di ferro con Microsoft che ha fatto lievitare il valore degli asset DoubleClick da 1 a 2 e poi da 2 ai 3.1 miliardi conclusivi. Microsoft ha tenuto testa alle offerte Google perchè DoubleClick (fondata nel 1996 ed avente oggi una dote di oltre 1500 clienti “corporate”) avrebbe potuto essere la leva per lanciare pesantemente il proprio brand nel settore, ma a Mountain View hanno fiutato il pericolo e l’asta è stata vinta. Il valore del risultato dell’asta è lasciato ora alle sentenze del destino in quanto solo il tempo saprà essere giudice della bontà della cifra maturata.

Eric Schmidt è sicuro del passo compiuto: «la combinazione delle due aziende accelererà l’adozione delle innovazioni Google nell’advertising». Opinione condivisa anche da Larry Page e Sergey Brin: «insieme a DoubleClick, Google renderà Internet più efficiente per gli utenti finali, per gli advertiser e per i publisher». David Rosenblatt, amministratore delegato DoubleClick, si unisce al plauso: «Google è il nostro partner perfetto», i risultati della fusione sono dunque destinati a maturare «tremendo valore sia per i nostri impiegati per che i nostri clienti».

Nel comunicato ufficiale diramato, Google intende specificare il peso e l’importanza dei propri progetti precisando che i vantaggi derivanti saranno:

  • per gli utenti, perchè le promozioni sono destinate ad essere «meno intrusive», «più efficienti» ed in grado di aumentare in modo particolare la rilevanza degli annunci;
  • per chi mette a disposizione i propri spazi, perchè vengono create nuove importanti opportunità di monetizzazione;
  • per agenzie e advertiser, perchè l’unione dei nomi Google e DoubleClick partorità sinergie in grado di ottimizzare la spesa pubblicitaria e la resa dell’investimento.

DoubleClick si configura come un asset complementare alle attuali attività Google: il gruppo acquisito ha oggi clienti quali Nike, Ford, Coca Cola e Motorola, ma gli strumenti adottati sono tali da completare l’offerta preesistente a Mountain View e l’unione dei dati statistici delle parti può offrire maggiori basi statistiche per l’analisi del comportamento dell’utente al fine di ottimizzarne il feeling con gli spazi pubblicitari. L’operazione conclusa è dunque ovviamente di primaria importanza, ma il giudizio sulla bontà della stessa è soprattutto dipendente dal giudizio che gli analisti vorranno offrire sul peso economico dell’investimento. Con Yahoo e AOL presto fuori dai giochi, infatti, la sfida con Microsoft è divenuta uno dei temi principali della trattativa ed è soprattutto su questo filone che maturano le considerazioni raccolte a caldo nelle ore successive all’ufficializzazione dell’operazione (avvenuta ad inizio weekend ed a contrattazioni chiuse a Wall Street):

  • «tenere Microsoft lontano da DoubleClick ha un valore di miliardi per Google […] ancora una volta Microsoft è fuori dai giochi» (Jordan Rohan, RBC Capital Markets);
  • «con questa acquisizione [DoubleClick perderà qualche cliente ma] non ci si aspetta defezioni di massa […] la maggior parte dei clienti rimarrà» (Tim Vanderhook, Specific Media);
  • «Se si tratti di una vittoria di Pirro è ancora per presto per dirlo, ma quel che è certo che Google ha pagato un conto salatissimo per battere Microsoft nella corsa all’acquisizione di Doubleclick […] si parla del più grande investimento mai fatto da Google ma, questa volta, i mercati hanno reagito in maniera piuttosto negativa alla notizia, e il titolo ha perso oltre l’1% a Wall Street: l’operazione viene ritenuta dagli analisti finanziari troppo onerosa, considerato anche che il giro d’affari di Doubleclick nel 2006 è stato di “appena” 150 milioni di dollari» (Gianluigi Torchiani, Sole 24 Ore);
  • «con questa operazione Google è il leader assoluto […] Non c’è più nulla che non abbiano [in riferimento al mercato online]» (Shar VanBoskirk, Forrester Research);

Il mercato after-hour ha risposto freddamente all’annuncio di Google: chiusura in ribasso e giudizio sospeso. Se il tutto riconsegna buone opportunità al gruppo nel medio/lungo periodo (il completo assorbimento di DoubleClick non dovrebbe essere operazione troppo rapida, fermo restando la necessità di attendere l’opinione delle authority antitrust), il prezzo pagato per abbattere le ambizioni Microsoft appare alto, troppo alto. La riapertura delle contrattazioni sarà l’occasione per un nuovo giudizio a bocce ferme, ma questa volta 3 miliardi di dollari non sono stati una cifra in grado di scatenare gli entusiasmi degli investitori.

Ad uscire dalla tavola delle trattative tra champagne e caviale è soprattutto la Hellman &Friedman, gruppo che nel 2005 ha investito in DoubleClick e che ora vede clamorosamente premiata la propria scelta. Microsoft, da parte sua, lascia intendere per voce di Adam Sohn, a denti stretti, come a certe cifre l’acquisizione fosse ormai divenuta controproducente.

Update
https://www.webnews.it/2007/04/16/microsoft-invoca-lantitrust-contro-google/