YouTube difenderà il copyright con i filtri

Eric Schmidt ha annunciato come sia di prossima introduzione un sistema di filtraggio del materiale inviato al popolare sito di video online YouTube. Il nuovo sistema permetterà di impedire a monte la pubblicazione di materiale protetto

C’è voluto un po’ di tempo ma finalmente YouTube comincerà ad applicare un sistema per il filtraggio dei filmati in upload. Ad annunciarlo è Eric Schmidt in persona in un’intervista rilasciata ad un ex-reporter NBC durante la conferenza dell’associazione nazionale dei broadcaster statunitensi.

Il sistema si chiamerà Claim Your Content e sarà in grado di identificare al volo se il materiale che gli utenti stanno inviando a YouTube è sottoposto a diritto d’autore o meno e, qualora lo fosse, potrebbe bloccarlo.

Tale sistema di filtraggio del materiale doveva essere una delle prime innovazioni portate dall’acquisizione di Google, ma ha stentato a prendere forma nonostante le vive proteste dei molti detentori di copyright, che in diverse occasioni hanno accusato Google di frenare appositamente l’evoluzione di YouTube verso un sistema più regolato, per trarre il maggior beneficio possibile dai video professionali. A placare le accuse è poi giunta la stima per cui solo il 6% delle visite di YouTube è conseguenza di materiale coperto da diritto d’autore.

L’iniziativa più clamorosa contro Google è stata quella di Viacom, gruppo autore di una denuncia miliardaria per violazione di copyright. «Ah Viacom, o fai affari con loro o ti citano in tribunale. Noi eravamo vicini alla prima ipotesi ma siamo finiti nella seconda» ha dichiarato a tal proposito Eric Schmidt a Cnet.

Non sono tuttavia ancora noti i settaggi del filtro di prossima introduzione su YouTube, o quanto siano larghe le maglie previste (cioè indirettamente quanta tolleranza di materiale sottoposto a copyright sia ammessa). Quel che è certo è il fatto che un sistema di filtraggio porrà fine all’era del primo YouTube, quello in cui il materiale user-generated era affiancato da immagini derivanti dalla produzione televisiva. A sostituire il primo sistema arriveranno i contenuti decentralizzati: i detentori del diritto d’autore stringeranno contatti con distributori online (tra cui potrebbe rientrare YouTube stesso) o veicolare in proprio il materiale, alle proprie condizioni e secondo le proprie regole.

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