Storia Apple: da iBook a MacBook

Nel maggio del 2006, a qualche mese dal lancio delle prime macchine con processori Intel, anche i portatili consumer abbandonarono il PowerPC G4.Come per i modelli professionali, anche i successori degli iBook con processore Intel cambiarono nome.Per mettere in risalto il fatto che fossero Mac, Steve Jobs li chiamò MacBook.I MacBook avevano un monitor LCD

Nel maggio del 2006, a qualche mese dal lancio delle prime macchine con processori Intel, anche i portatili consumer abbandonarono il PowerPC G4.

Come per i modelli professionali, anche i successori degli iBook con processore Intel cambiarono nome.

Per mettere in risalto il fatto che fossero Mac, Steve Jobs li chiamò MacBook.

I MacBook avevano un monitor LCD panoramico – lucido o opaco a scelta – da 13,3″, una via di mezzo tra le due configurazioni precedenti.

Tutta la circuiteria era stata riorganizzata ed era molto più performante.

Il processore era un Intel Core Duo, il bus era stato potenziato e ora il disco interno era Serial-ATA.

Era integrata, sopra il monitor, una iSight e il connettore dell’alimentatore era Magsafe, ovvero a connessione magnetica.

Il nuovo MacBook era equipaggiato anche dell’Apple Remote per gestire FrontRow.

Una grande novità era la presenza della Gigabit Ethernet e le connettività senza fili di serie (wifi e bluetooth) un’uscita video DVI e ingresso e uscita di audio digitale.

La scheda grafica era integrata e, anche se non era adatta a un uso intenso di applicazioni 3D, era ottimale per il 2D.

La chiusura del case ora era magnetica.

Il MacBook fu presentato in tre configurazioni…

  • Una con Intel Core Duo 1,83GHz con 512MB di RAM, 60GB di hard drive e un Combo Drive a 1.099 dollari.
  • Una a 2,0GHz con 512MB di RAM, 60GB di hard disk e un SuperDrive a 1.299 dollari.
  • Una con caratteristiche pari al precedente, ma con hard disk da 80Gb e un case satinato nero antigraffio in vendita a 1.499 dollari.

Erano tutti adatti al mercato ed ebbero un notevole successo.
Nei primi mesi in commercio furono riscontrati alcuni piccoli difetti (soprattutto di surriscaldamento), ma Apple ritirò quelli difettosi e risolse prima possibile ogni inconveniente.

Da allora Apple ha potenziato le configurazioni delle macchine in vendita. I modelli disponibili oggi sono sempre tre e anche i prezzi non sono cambiati. Hanno un processore Intel Core 2 Duo che garantisce prestazioni più elevate.

Inoltre, i due modelli superiori hanno di serie 1GB di RAM e dischi più capienti: quello da 1.299 dollari ha un hard disk da 80GB, mentre quello da 1.499 dollari ne ha uno da 120GB.

Il MacBook è un degno successore degli iBook e rispetto al suo predecessore ha molte innovazioni che lo hanno reso molto più appetibile sul mercato.

Forse il portatile consumer è quello che più è stato migliorato nel passaggio a Intel, un motivo in più per essere contenti dell’ultima transizione di Apple.

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