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Navigatori under 25: più blog e meno acquisti

Una ricerca effettuata su un campione di ragazzi tra i 15 e i 24 anni provenienti da 5 paesi europei ha rilevato un grande uso di strumenti web 2.0 a fronte di un minor interesse per acquisti online e advertising

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Poca pubblicità, pochi acquisti e molto divertimento e collaborazione online. È quanto emerge dalla ricerca NetObserver condotta da Novatris/Harris Interactive, che ha indagato tramite interviste sensibili le attività in rete di giovani tra i 15 i 24 anni di cinque paesi europei.

Ciò che è emerso è che i paesi latini sono più propensi ad un uso della rete sociale e collaborativo, mentre i navigatori della fascia esaminata provenienti dai paesi di orbita anglosassone hanno un senso pratico decisamente più spiccato che li spinge ad una consultazione ed un uso più individualistico della rete, cosa che si traduce peraltro anche in un miglior rapporto con il commercio online.

A fronte di un tempo di connessione medio tra i più bassi, gli spagnoli prediligono più di tutti l’instant messaging di cui fanno un uso massiccio (l’80% dei soggetti intervistati). Seguono i francesi (75%), i britannici, (70%), gli italiani (69%) e i tedeschi (59%), e curiosamente la classifica si inverte in riferimento all’uso delle chat. Non è una novità invece che i francesi siano i più assidui frequentatori e commentatori di siti di informazioni sull’Unione Europea e di blog (anche se quelli personali riscuotono più successo in Spagna), seguiti da italiani e tedeschi.

Ma ciò che veramente distingue la fascia d’età presa in esame dai più adulti è la forte componente di interazione con le dinamiche web 2.0. In tutti i paesi si è riscontrata una forte propensione alla scrittura di blog, al social tagging, alla frequentazione di social network nei quali scambiare testi, audio, foto e video e per lo scambio di informazioni, settore questo dove a dominare sono spagnoli e francesi.

Le generazioni più giovani rimangono però ancora lontane dalle dinamiche commerciali. Gli under 25 infatti consultano meno internet prima di compiere un acquisto e in generale acquistano meno online. Sotto questo punto di vista sono la Germania e il Regno Unito i paesi più vivaci, mentre Francia, Spagna e Italia sono più tradizionalisti. In particolar modo i navigatori del nostro paese e quelli spagnoli si sono pronunciati (per più della metà) contro la pubblicità online, che invece dispiace meno agli anglosassoni.

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