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La pubblicità che parla la tua lingua

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In questi giorni, a Milano, è facile imbattersi in alcuni cartelloni pubblicitari di una nota multinazionale del mobile svedese.

Ebbene, cos’hanno di particolare questi cartelloni?

Parlano la “lingua del milanese”. Intendiamoci, sono scritti in italiano, non in dialetto… tuttavia fanno espressamente riferimento a caratteristiche peculiari milanesi, come per esempio la fiera degli obej obej.

I fatti che mi hanno colpito sono due:

  • Il primo è che una multinazionale estera decida di sviluppare una pubblicità studiata specificamente per una singola città italiana (lo ignoro, ma probabilmente faranno qualcosa del genere in tutte le altre città italiane dove hanno almeno un punto vendita).
  • Il secondo è che l’hanno notata degli amici con cui ero a spasso, indicandola, sorridendo e parlandone fra noi. Dubito che un classico cartellone con la scritta “Vieni a scoprire le nostre meravigliose offerte” avrebbe suscitato lo stesso interesse. Io non lo avrei notato, i miei amici non me l’avrebbero fatto notare e oggi non sarei qui a scriverlo sul blog.

L’obbiettivo di quel tipo di pubblicità, siamo d’accordo, è vecchio quanto il concetto di pubblicità stesso: colpire chi la vede.

I sistemi con cui si può raggiungere quest’obbiettivo sono praticamente infiniti. Parlare però la “lingua del potenziale cliente” consente di distinguersi ulteriormente da altri messaggi pubblicitari per quanto stravaganti possano essere e avvicinare il prodotto proprio al sentimento del potenziale cliente.

Quel tipo di pubblicità, tra l’altro, può essere veicolata solo da particolari mezzi di comunicazione. La tv non va bene, perchè trasmette sull’intero territorio nazionale, stesso concetto vale per le radio (le emittenti locali, potrebbero andar bene… ma sono spesso percepite con meno “autorevolezza” dagli ascoltatori). La cartellonistica è adeguata, ma non è un mezzo comunicativo “potente” quanto quello televisivo…

Il mezzo di comunicazione forse più adatto in assoluto a veicolare campagne pubblicitarie settorializzate è Internet!

Internet gode di una “stima” da parte dell’utente molto simile (forse per alcuni anche maggiore) a quella che viene accreditata alla televisione, Internet consente di “sminuzzare” il messaggio promozionale fino al singolo utente finale, Internet consente di controllare dettagliatamente l’andamento della campagna e ultimo, ma certamente non meno importante… Internet è forse il mezzo ad oggi più adatto per innescare circoli virtuosi di passaparola e viral marketing.

Se ricevo una pubblicità spiritosa, vicina al mio mondo e che parla “la mia lingua”, è probabile che ne non solo ne parlerò a qualcuno, ma è anche molto facile che con un semplice click del mouse decida di inoltrarla a un amico.

Concetti simili potrebbero essere applicati per studiare campagne ad hoc per rivolgersi solo a un certo genere di lavoratori, a specifici appassionati di qualche cosa, non solo agli abitanti di particolari città. E Internet, ancora una volta, sembra essere lo strumento perfetto per liberare la fantasia creativa e studiare campagne innovative nei contenuti e nel modo con cui si decide di stimolare il potenziale cliente finale.

Una pubblicità molto spiritosa, studiata affinché possa essere capita solo da un informatico e inviata esclusivamente a utenti che hanno dichiarato di lavorare nel settore informatico, per esempio, potrebbe essere un efficace escamotage pubblicitario per colpire nel segno e per “iniettare” il “marketing-virus” della nostra campagna marketing, nell’intera comunità degli informatici.

A ragionarci un po’ su, di spunti e ulteriori affinamenti se ne possono immaginare parecchi… voi avete già sperimentato qualcosa di simile? (anche solo come clienti finali raggiunti da messaggi pubblicitari di questo tipo?).