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Hot-Spot WiFi in allarme, attenzione ai cloni!

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Arriva dall’Inghilterra una notizia e la fonte sembra certa: un esperto di sicurezza ha annunciato che alcuni cracker stanno mettendo in piedi una rete parallela a quella di Internet cafè o altri hot-spot gratuiti…

L’intento è molto chiaro, i cracker vogliono costruire una rete di computer che mette a disposizione la loro connessione tramite Wi-Fi gratuitamente al fine di curiosare nei notebook o nei PDA di tutti gli avventori della rete stessa.

Il presidente della Systems Security Association inglese ha confermato la presenza di queste reti parallele e ha dichiarato che saranno sempre più frequenti questi tipi da attacchi.

Ma come agiscono i malintenzionati in questione?

Semplicissimo, purtroppo, basta armarsi di un laptop e una speciale chiavetta USB, collegare al computer portatile la chiavetta USB, questa funzionerà da access point emettendo un segnale che potrà essere captato dai dispositivi portatili vittima.

Il grosso problema è dovuto alla difficoltosa tracciabilità degli access point, inoltre un altro vantaggio per i cracker e che possono spegnere e disabilitare l’access point in ogni momento evitando cosi di essere rintracciati.

Come detto il funzionamento è semplice, quando la vittima effettua il login, il dispositivo Wi-Fi si mette alla ricerca dell’hot-spot più vicino ed il più delle volte questo è proprio quello clonato del malintenzionato che essendo a breve distanza ha un segnale più forte.

In questo modo è possibile rubare informazioni dal computer dell’utente in un tempo molto breve e senza che il povero utente possa sospettare nulla…

Come evitare questi spiacevoli inconvenienti è di certo è una bella domanda! La sicurezza che l’Hot Spot a cui ci colleghiamo non sia quello dell’Internet cafè ma quello di un cracker putroppo non possiamo averla ma di certo prima di attaccarsi alla rete del vicino da oggi e meglio pensarci due volte: è solo uno dei tanti utenti che non protegge la sua rete di casa o un malintenzionato che ci invoglia per rubarci i nostri dati sensibili?

Per maggiori informazioni vi rimando su NetworkWorld.