Class action contro gli schermi Apple

Fred Greaves e Dave Gatley, originari di San Diego, hanno ufficializzato una class action contro Apple puntando l’indice contro gli schermi del MacBook e MacBookPro. Apple nasconderebbe con il dithering una qualità minore a quanto pubblicizzato

Apple sarebbe al centro di una nuova class action dai contorni del tutto particolari in quanto sotto i riflettori vi sarebbe la promozione che il gruppo effettua dei propri schermi. Secondo l’accusa, infatti, Apple prometterebbe qualità e performance in realtà non esistenti, determinando così un piccolo fondamentale inganno nei confronti degli acquirenti.

Ad avviare l’accusa è la coppia formata da Fred Greaves e Dave Gatley, i quali chiedono un rimborso per aver acquistato materiale non all’altezza con le promesse. I due, in pratica, non sarebbero stati soddisfatti per i «milioni di colori» dei propri MacBook i quali avrebbero dovuto offrire una visuale «semplicemente non disponibile su altri portatili». Greaves e Gatley dettagliano la propria accusa spiegando che la qualità promessa è in realtà ottenuta da un processo digitale che permette di moltiplicare i colori disponibili. Senza dithering, insomma, gli schermi offrirebbero solo 262.144 colori e non i milioni promessi.

Trattandosi di una class action altri utenti avranno la possibilità di unirsi al coro d’accusa ed il giudice incaricato avrà il dovere di valutare in che misura le promesse delle promozioni Apple siano in linea con le reali caratteristiche dei prodotti. L’accusa, secondo quanto riportato da Webnews, allega al proprio materiale 6 paginate contenenti varie lamentele di più consumatori poco soddisfatti dei MacBook (e MacBookPro) acquistati e chiede che le pubblicità vengano pertanto cambiate rispetto a quelle attuali.

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