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Google Gears… ma perchè?

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Spopolano link inerenti il tool noto come Google Gears, puntualmente catalogato sotto la voce beta e ricco di nuove problematiche per il browser, nel mio caso FireFox 2.0.0.4, che al ventesimo ripristino di sessione mi ha quasi “supplicato” di negare l’accesso al suddetto tool per funzionare senza problemi.

Non è questo il punto del post, i problemi con i software beta sono la prassi, ma vorrei condividere con voi le mie perplessità in merito.

SQLite è un gioiellino usato da una miriade di applicativi desktop, CD-ROM e perchè no, almeno nel mio caso, anche da siti mediamente consistenti.

SQLite è gratuito, distribuito sotto una licenza pubblica e sfruttabile da chiunque, non da Google, ma dagli stessi sviluppatori di applicativi compresi i browser.

Che il cookie sia uno strumento utile quanto limitato, lo sappiamo tutti, a partire dal vecchio Flash MX che ha introdotto lo SharedObject per fornire, in soldoni, lo stesso servizio che oggi Google vorrebbe fornire tramite un plugin proprietario.

Che la presenza di uno storage potente fosse interessante l’hanno capito anche gli sviluppatori di Dojo, sfruttando lo storage interno di FireFox o uno SharedObject dedicato Flash per permettere agli utenti di avere dati persistenti e consistenti nel loro client.

Quale novità introduce Google Gears? Nessuna, salvo la presenza di un plugin dedicato e plasmato secondo la logica e le regole di Google.

  • SQLite è un database engine multi piattaforma? Si!
  • SQLite esiste da anni? Si!
  • SQLite potrebbe essere integrato in qualunque browser aggiungendo si e no 150Kb al peso totale dell’applicativo? Si!
  • SQLite può fare solo le cose che Google Gears ha deciso di fargli fare? No!
  • SQLite vorrebbe diventare un progetto Google? No!

Ovviamente se un big propone, la massa segue interessata e troppo spesso accecata… ma in questo specifico caso la domanda che vorrei porvi è la seguente:
perchè deve essere proprio Google, con le sue licenze, le sue politiche, un suo plugin beta, ad introdurre SQLite all’interno dei nostri browser limitandone le potenzialità e soprattutto distruggendo qualunque tentativo futuro di integrare un vero e proprio engine SQL negli stessi?

Insomma, un grande passo per l’evoluzione Web 2.0, una retrocessione per le potenzialità di SQLite… almeno questo è il mio umile punto di vista.