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Le prime evoluzioni dell’advertising nei video online

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Non molti giorni fa ho parlato di video marketing online cercando di analizzare le prime ipotetiche soluzioni “di format” pubblicitari.

Proprio oggi, durante lo smaltimento dei feed del fine settimana, mi sono imbattuto in un articolo di Tommaso Tessarolo a proposito delle ultime soluzioni proposte per inserire pubblicità all’interno dei filmati online.

Le riflessioni rimangono perpetue su dove e come collocare gli spot commerciali ed è inutile dire che, nonostante i “brainstorming” degli esperti si siano evoluti, le soluzioni sembrano ancora lontane dall’essere funzionali e definitive per i primi test su larga scala.

The Online Publisher Association (associazione no-profit dedita alla divulgazione ed alla tutela di contenuti online di qualità) ha pubblicato una ricerca in merito all’efficienza dei vari tipi di spot pubblicitari per i video online.

Mentre per il momento si conferma il successo del pre-roll, ovvero lo spot riprodotto prima del filmato effettivo, si fa finalmente accenno a una soluzione alternativa: quella di inserire spazi pubblicitari intorno al video scelto dal visitatore, come se fosse una cornice.

Personalmente, continuo a ritenere inefficiente e fastidiosa la strategia del pre-roll: i formati previsti (dai 15 ai 30 secondi) non mi convincono affatto e ribadisco che si tratta di sistemi troppo tv-oriented.

La soluzione alternativa (che prevede l’inserimento di una serie di spot a scelta intorno al video da riprodurre) seppur notevolmente sperimentale rappresenta a mio parere un buon passo avanti a livello concettuale: è infatti l’unico sistema a me noto (oltre a quello offerto da Triboo Media che propone un overlayer chiudibile in qualsiasi momento), che tenta di staccarsi dalla logica convenzionale di fruizione di uno spot.

In ogni caso, questo tipo d’idea dimostra come pian piano le strategie per l’online video advertising si stanno raffinando in relazione a quelle che sono le reali esigenze.

A che punto siamo dell’evoluzione secondo voi? Siamo vicini a uno standard accettabile o i cervelloni hanno bisogno di fare ancora un po’ di strada?