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eBay ci riprova oltre la Muraglia

Dopo un primo fallimento strategico, eBay ritenta l'entrata nel mercato delle aste in Cina, il paese con il più alto tasso di contraffazioni, pirateria e truffe. La Cina, però, è anche un promettente mercato con numeri crescenti per utenza e investimenti

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eBay ci riprova e tenta nuovamente la scalata al mercato cinese, impresa che già era fallita qualche tempo fa, ma che non può non essere ritentata data la crescente importanza ed il crescente peso della Cina su internet (sia in termini di utenti che di investimenti).

L’ultima volta eBay aveva fatto una partnership con EachNet che non aveva dato i frutti sperati, ma adesso con il nuovo partner TOM Online (socio al 51%) l’azienda punta a non commettere gli errori del passato e a fornire un servizio rinnovato per l’utenza cinese anche in virtù di nuovi accordi. Per assicurarsi la fiducia dei compratori infatti sarà introdotto un nuovo sistema di pagamento dove i soldi sono trattenuti fino a che il cliente non si dichiari soddisfatto dell’oggetto comprato. Un altro problema di necessaria risoluzione è assicurare l’affidabilità dei venditori in un paese ai primi posti per contraffazione e truffe: a tale scopo sarà limitato il numero di beni di lusso vendibili da un unico utente. «Qualsiasi cosa facciamo negli altri paesi per assicurare la sicurezza, in Cina dobbiamo fare di più» così ha riassunto la nuova strategia il CEO di eBay, Meg Whitman, al New York Times.

L’Asia non è un buon continente per il mercatino d’aste online in quanto oltre alla Cina anche il Giappone non rientra nei mercati prediletti da eBay: nel paese del sol levante, infatti, a dominare è Yahoo con il suo sistema d’aste, servizio che invece è stato ufficialmente chiuso in mercati come il nord America, dove non c’è confronto concorrenziale con il colosso del settore. In Europa, invece, le quote di eBay sono espressione di una maggioranza schiacciante nella parte centro-occidentale.