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Banda larga: l’Italia cresce, ma non basta

I dati europei sulla banda larga vedono l'Italia in crescita ma ad un ritmo minore rispetto alla media del continente. Per il nostro paese pesano vecchi elementi strutturali e culturali, ma il paese sembra vivere tutte le pulsioni presenti all'estero

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Alcune anticipazioni sono emerse nelle ultime ore relativamente al rapporto semestrale sulla banda larga in lavorazione presso l’Unione Europea. I dati italiani si prestano ancora una volta ad una duplice chiave di lettura: se da una parte vi sono i facili ottimismi sgorganti dalle percentuali di crescita a doppia cifra, dall’altra ogni felicitazione viene annichilita da dati europei ulteriormente più rosei. L’Italia, insomma, sembra semplicemente inserirsi all’interno di un filone di crescita che coinvolge tutto il vecchio continente, senza punte di eccellenza.

Per l’Italia l’elemento positivo è nel fatto che il paese sembra vivere tutte quelle pulsioni che l’intero continente dimostra: il broadband si impone aumentando la propria penetrazione tra l’utenza ed il dato anno su anno ottenuto dal nostro paese è del +23.2% rispetto al Gennaio 2006 raggiungendo quota 8.498.910 connessioni. I penalizzanti dati italiani sono figli di una situazione particolarmente difficile a causa di tutta una combinazione di fattori di matrice economica, tecnica e culturale, fattori ben noti alle istituzioni ma di difficile risoluzione nel breve periodo.

Il dato italiano perde ogni lustro nel confronto con l’andamento europeo: nell’UE la banda larga è aumentata, nello stesso periodo, del 35.7%. Spiega Reuters: «la penetrazione, calcolata in termini di linee per 100 abitanti, ha raggiunto quota 14,5%, ancora leggermente sotto la media UE, pari a 16,2%. Le linee a banda larga nell’UE 27 al 1 gennaio 2007 sono pari a 80.047.141, con una crescita del 16,8% dal 1 luglio 2006 e del 35,70% da gennaio dello stesso anno, secondo le cifre diffuse dall’Unione. Ciò significa che il ritmo di crescita del mercato è pari a 53.768 nuove linee a banda larga ogni giorno».

In diminuzione tendenziale sarebbe la fetta di mercato occupata dagli incumbent, mentre le tecnologie usate per accedere alla banda larga sarebbero per l’84.4% dei casi di tipo DSL. Rimangono ora da attendere i dettagli del report in quanto la situazione italiana, storicamente “border line”, non è perfettamente intelleggibile solo con i dati macro relativi al numero delle connessioni registrate.