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Hotmail, nuove denunce contro gli spammer

Microsoft ha denunciato una compagnia che opera sotto il nome di 'Consumer Solutions Network' ed alcuni ignoti rei di aver diffuso una notevole quantità di spam attraverso (sia in invio che in ricezione) il servizio email offerto da Windows Live Hotmail

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Nuova caccia al colpevole attuata da Microsoft nel tentativo di tamponare l’emorragia di spam che passa attraverso il servizio email offerto da Windows Live Hotmail. A finire nel mirino della società sono una compagnia che opera sotto il nome di ‘Consumer Solutions Network‘ ed alcuni ignoti, colpevoli non solo di aver riempito le caselle di posta ospitate su Hotmail con email atte a promuovere siti dal contenuto pornografico, ma anche di aver utilizzato il servizio stesso per inviare il materiale incriminato.

L’accusa nei riguardi di Consumer Solutions Network è di aver inviato email ai possessori di account Live Hotmail «contenenti messaggi pubblicitari ingannevoli, truffaldini e non richiesti che illustravano alcune offerte di aiuto finanziario»; i messaggio di spam contenevano come oggetto frasi del tipo: «Michelle, accounts over the limit», oppure «Robert, Payment not received».
Microsoft ha puntualizzato come Consumer Solutions Network operi su molti riferimenti, inclusi myfinancialsolutions.org, consumersolution.org e financialsolutionsonline.org. La compagnia sotto accusa non ha rilasciato per il momento alcuna dichiarazione.

La compagnia di Bill Gates ha inoltre lanciato una denuncia contro ignoti, rei non solo di aver promosso attraverso Hotmail alcuni siti web di carattere pornografico, ma anche di aver utilizzato il servizio stesso per inviare un grosso quantitativo di spam. «Molte delle email illegali», ha dichiarato Microsoft, «sono state inviate da parte degli imputati attraverso […] account ottenuti utilizzando false credenziali».

Si tratta dell’ennesima mossa attuata da Microsoft nei confronti di spammer (più o meno ignoti) nel corso degli ultimi anni, azione che ormai ha assunto una cadenza pressochè mensile. Ne è esempio l’offensiva legale intrapresa recentemente contro anonimi “John Doe”, accusati di aver promosso alcuni stock stimolando truffe finanziarie particolarmente pericolose.