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Richard Stallman battezza la GPLv3

Boston, 29 giugno 2007, ore 12: Richard Stallman toglie i veli alla versione definitiva della GPLv3. Dopo 16 anni di GPLv2 e 18 mesi di serrate discussioni la nuova bozza giunge al traguardo ed ora dovrà però conquistarsi la fiducia del mercato

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Una circostanza sfortunata ne ha ridotta l’eco mediatica a causa della contemporanea apertura degli Apple Store per la prima assoluta dell’iPhone, ma l’evento di Boston della Free Software Foundation lascia traspirare le stesse sensazioni di svolta che il telefono ha fatto maturare a New York: la GPLv3 è realtà. La presentazione ufficiale è avvenuta per voce di Richard Stallman, Presidente FSF: dopo 16 anni di GPLv2 (correva l’anno 1991) e 18 mesi di serrato dibattito la nuova versione raggiunge l’ufficialità. Stallman ha sottolineato come ormai la GPL sia ovunque e la nuova versione si pone lo scopo di perseguire gli ideali di libertà personale già portati avanti nella storia e nella cultura dell’open source.

Raggiunta la versione definitiva, per la GPLv3 inizia ora la battaglia più difficile: convincere tutti i maggiori attori del mondo open source della bontà del nuovo testo e sulla necessità di una immediata adozione dello stesso. Linus Torvalds, soprattutto, ha già espresso le proprie opinioni in merito lasciando in sospeso per il momento ogni cambiamento. I maggiori entusiasmi giungono da Samba, presso cui la nuova licenza sarà immediatamente la benvenuta. Minori felicitazioni, invece, giungono da gruppi come Novell che nel recente passato hanno siglato importanti accordi con Microsoft vedendosi messi ora all’angolo dalle nuove disposizioni FSF.

Nessun commento è stato espresso a caldo da Jonathan Schwartz, CEO Sun: sebbene il numero uno Sun Microsystem abbia ribadito il proprio credo nell’open source in occasione della Burton Group Catalyst Conference, ogni domanda sulla GPLv3 è stata respinta a priori evitando di interferire fin dalle prime ore con il clima creatosi attorno alla nuova licenza. Schwartz ha solo ribadito la necessità di un sistema di licenze semplice ed omogeneo, tale da essere immediatamente riconosciuto (e più facilmente adottato) dall’utenza, dagli sviluppatori e dalle aziende. Il caso Mozilla è preso come esempio negativo in quanto la licenza è valida solo per gli USA mentre paga gravi lacune a livello internazionale mettendo in grave difficoltà i possibili partner stranieri.

La nuova GPL giunge come uno dei principali update della sua storia e grande importanza deriva proprio dai mesi di discussione che hanno preceduto l’annuncio di Boston: la comunità si è trovata a dover discutere una base comune che doveva mettere assieme tutti gli interessi e, in primis, gli interessi di un principio che la FSF indica di voler tenacemente perseguire.

Il testo ufficiale della GPLv3 è disponibile online sul sito Free Software Foundation.