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Google Print Ads andrà su 225 giornali USA

Google porterà il proprio Google Print Ads su 225 giornali USA, raggiungendo così il 50% dei lettori degli States. Il sistema permetterà a grandi editori di monetizzare anche gli spazi pubblicitari rimasti invenduti. L'editore avrà però potere decisionale

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Le pubblicità di Google andranno a finire su gran parte delle testate editoriali statunitensi. Le firme sono giunte e sono state ufficializzate nel numero complessivo di 225: su 225 giornali USA, insomma, le pubblicità non allocate saranno gestite da Google con un bacino d’utenza decisamente ampio e tale da rendere il sistema decisamente appetibile a livello economico.

Per le riviste trattasi di un accordo che apporta solo vantaggi: gli spazi non allocati potranno ora essere monetizzati e Google sarà lo strumento che li metterà a disposizione anche delle piccole aziende. Il sistema funzionerà sulla base del solito sistema previsto per gli AdWords e configura la possibilità di gestire tramite Google campagne promozionali complesse ed eventualmente promiscue tra online e cartaceo.

I nomi facenti parte dell’accordo raccolgono titoli altisonanti: E.W. Scripps, Freedom Communications, Hearst Newspapers, GateHouse Media, Gannett, MediaNews Group, The New York Times, The Seattle Times Company, Tribune Publishing e Washington Post sono quelli elencati da WebProNews. Il progetto prende il via ufficiale dopo mesi di test limitato a soli 50 giornali: oggi Google Print Ads raggiungerà potenzialmente il 50% dei lettori statunitensi e, secondo il report Reuters, «i 225 quotidiani sono diffusi in 32 dei 35 più importanti mercati metropolitani degli Usa».

Gran parte del tempo intercorso dalla proposta iniziale alla firma odierna è stato occupato per una trattativa tra le parti volta a stabilire il punto di equilibrio tra gli introiti di Google e quelli dei vari giornali in partnership. Il risultato di tale trattativa non è stato reso noto ma, a quanto pare, i giornali tratterranno la maggior parte degli introiti incassati dal sistema. Una ulteriore leva rimane in mano ai giornali: gli editori, secondo quanto precisato da AdAge, potranno decidere di vietare particolari pubblicazioni, a propria discrezione, riuscendo così ad ostacolare i grandi gruppi che tentano di aggirare i canali promozionali tradizionali per cercare sfogo nelle vie meno dispendiose del Google Print Ads.