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Google punta 4,6 miliardi sul wireless

Google è pronta ad investire nella gestione delle frequenze wireless partecipando alla gara per le frequenze da 700 megahertz con una offerta di ben 4,6 miliardi di dollari, ma solo se l'FCC adotterà le condizioni di licenza proposte dal motore di ricerca

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Google è pronta ad entrare nel mercato ‘wireless’ e dimostra il proprio interesse esplicitamente mettendo sul piatto 4,6 miliardi di dollari per aggiudicarsi le frequenze da 700 megahertz messe all’asta dal governo federale USA. L’offerta è però subordinata all’accettazione da parte dell’authority per le comunicazioni statunitense (FCC) di alcune condizioni imposte dal motore di ricerca che, se adottate, permetteranno di mettere al primo posto gli interessi dei consumatori, indipendentemente dal vincitore.

Il CEO di Google Eric Schmidt ha formalizzato la propria offerta inviando una lettera al presidente dell’FCC e notificando l’intenzione di partecipare all’asta solamente se l’authority richiederà al vincitore l’adozione di quattro condizioni, come espressamente riportato nel blog ufficiale del motore di ricerca:

  • open applications: i consumatori potranno scaricare e utilizzare qualunque applicativo, contenuto o servizio essi desiderino;
  • open devices: i consumatori dovrebbero poter utilizzare il loro apparecchio con qualsiasi network wireless;
  • open services: i rivenditori dovrebbero poter acquistare banda wireless dai titolai di una licenza da 700 MHz su base “wholesale”;
  • open networks: le terze parti (come i service provider) dovrebbero potersi interconnettere alla rete inserendosi in qualunque punto accessibile.

Google si propone quindi come promotore degli interessi dei cittadini americani nel campo delle connessioni wireless, proponendo un modello aperto e più competitivo: «negli USA lo spettro wireless per la telefonia mobile e i dati è controllata da un piccolo gruppo di compagnie, lasciando ai consumatori una scelta ristretta per quanto riguarda i provider», scrive Chris Sacca nel blog della società. «Se tutte e quattro le condizioni venissero adottate, verrebbe promosso uno spirito di “apertura”, capace di incoraggiare ulteriori forme di competizione da parte di coloro che lavorano sul web, come provider di applicativi software, fornitori di contenuti, produttori di telefonini e ISP. I veri vincitori? I consumatori».