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Online storage: archiviazione in salsa 2.0

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Una delle caratteristiche del web 2.0 è sicuramente la sua “userfriendlyness”, ovvero la capacità di offrire servizi di utilizzo facile, immediato, intuitivo.

Un lato del web 2.0 è la sperimentazione, l’innovazione spinta, la ricerca costante finalizzata a pensare, prima, e proporre, poi, qualcosa che prima non esisteva. L’altro lato del web 2.0 (perfettamente complementare al primo) cura lo sviluppo di interfacce user friendly, che rendono alla portata di tutti funzionalità, servizi già esistenti, ma appannaggio quasi esclusivo di un gruppo ristretto (gli smanettoni, la nicchia di “quelli che sanno fare complicate con il PC”).

In quest’ottica, voglio segnalare un paio di proposte (tra le moltissime esistenti) di online storage, ovvero di archiviazione remota, su internet, dei propri dati, pensate appunto per il navigatore / utente medio.

In entrambi i casi il “vantaggio competitivo” risiede nel fatto di avere a disposizione uno spazio in remoto dove archiviare (o fare back-up) dei propri dati che può essere visualizzato (in gergo tecnico “montato”) come se fosse un disco locale.

Il target sono gli utenti di Windows (e Mac), e lo spazio remoto diventerà un semplice nuovo volume (“F”, ad esempio), da gestire in modo integrato con il resto del file system (e quindi ad esempio tramite la classica interfaccia “risorse del computer”).

SteekR offre questa soluzione, gratis fino a 1gb di spazio (a pagamento per spazi maggiori e/o servizi aggiuntivi). Anche XDrive garantisce qualcosa di simile (fino a 5giga di spazio, con gestione integrata al file system locale).

Approccio differente, con risultati simili, quello del programmatore danese Bjarke Viksoe, che ha sviluppato la GMail Drive shell extension. In questo caso, ci si appoggia a un servizio esistente – ovvero lo spazio offerto da gmail assieme alla casella di posta (per trasformarlo in un filesystem virtuale).

In nessuno di questi casi ci sono istruzioni di installazione / configurazione in italiano, ma non è difficile immaginare che questa idea di integrare in modo facile e intuitivo lo storage remoto con i file locali sia destinata ad avere un certo successo.