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Spike Lee promuove il Babelgum Film Festival

Dal palco veneziano il regista di Fà la cosa giusta e Inside Man parla del concorso online per corti e mediometraggi indetto da Babelgum che presiederà. Spike Lee sponsorizza inoltre le nuove tecnologie come veicolo promozionale per nuovi registi

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Babelgum non si fa sfuggire l’occasione e dai microfoni delle conferenze stampa del festival di Venezia annuncia il suo festival di cortometraggi con presidente di giuria Spike Lee. La giuria sarà composta da tutti gli utilizzatori del software per la ricezione video che vorranno vedere e votare i corti in gara.

Si tratta di un concorso che, annunciato ora, raccoglierà le adesioni dal 15 settembre fino a febbraio 2008, momento nel quale i selezionati potranno inviare i loro cortometraggi e mediometraggi (la durata massima consentita è di 45 minuti) su babelgum.com. Questi saranno visionati dagli utenti del servizio e infine i 10 che saranno ritenuti i migliori dal pubblico subiranno il giudizio finale di Spike Lee.

L’idea non è originale: di concorsi con cortometraggi in rete se sono visti parecchi, specialmente concorsi che riuniscano corti inizialmente ideati e veicolati in altri festival. Si tratta in sostanza di un’ulteriore finestra per materiale concepito per altre proiezioni (e non un auspicabile festival per materiale partorito appositamente per la fruizione in rete) ma soprattutto di un modo per far parlare di Babelgum, la tv interattiva via internet di Silvio Scaglia in diretta competizione con Joost per accaparrarsi il nuovo (fruttuoso?) terreno dello streaming video in rete.

I premi da assegnare saranno sei: il Babelgum Looking for Genius Award, per il miglior giovane talento nella regia, animazione o sceneggiatura; il premio per il miglior cortometraggio, quello per il miglior documentario, per la miglior animazione, la miglior opera di rilevanza sociale-ambientale e il migliore spot pubblicitario.

Le motivazioni che hanno spinto Spike Lee ad aderire al progetto e che dovrebbero spingere giovani registi a partecipare sono però ben spiegate da un Lee che mostra così grande apertura verso le nuove tecnologie: «ora più che mai, registi e produttori indipendenti hanno bisogno di trovare canali alternativi per la distribuzione delle loro opere. Il Babelgum Online Film Festival risponde proprio a questa esigenza, unendo in sè il valore e la visibilità di un festival cinematografico tradizionale con l’apertura e la diffusione capillare della rete».