Android svela il Software Development Kit

Google ha ufficialmente tolto i veli al Software Development Kit con cui apre il proprio Android agli sviluppatori. L’SDK sarà un elemento fondamentale in quanto è nell’etica open che Google cerca il valore aggiunto della propria piattaforma

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Per quanto il software sia stato rilasciato come una Early Look, una prima bozza dimostrativa, i prototipi mostrati nei filmati sono già completi di tutte le normali funzioni di un telefono, oltre che degli strumenti per accedere ai servizi web. Il browser incluso è equipaggiato con WebKit, il motore di rendering HTML usato da Apple nel suo browser Safari. Per quanto Google sia particolarmente presente nell’offerta web, non sono presenti delle funzioni specifiche per l’accesso ai suoi servizi come GTalk o GMail. Questo rispecchia la volontà di tenere Android quanto più possibile aperto, non solo per quanto riguarda la permissiva licenza d’uso Apache v.2.

Nonostante Android si presenti già come una piattaforma abbastanza completa, secondo Google la porta verso il successo saranno gli sviluppatori e proprio per spingere al massimo soggetti esterni a creare applicazioni, la società di Mountain View ha indetto un concorso in due fasi per premiare i software migliori. Le cinquanta applicazioni più promettenti che verranno presentate tra il 2 gennaio e il 3 marzo prossimi riceveranno un incentivo di 25.000 dollari come invito a continuare lo sviluppo. Successivamente verranno scelte le venti migliori applicazioni che saranno premiate con somme che vanno da 100.000 dollari fino a 250.000 dollari. La seconda fase vedrà cifre simili e sarà presentata non appena verranno commercializzati i primi device. In totale per questa iniziativa Google investirà ben 10 milioni di dollari.

In conclusione, Android ha fatto dell’apertura la sua parola d’ordine e in questo si contrappone nettamente alle scelte operate da Apple per il suo iPhone sul quale, almeno fino all’anno prossimo, non sarà possibile sviluppare applicazioni di terze parti. Proprio la libertà lasciata agli utenti, agli sviluppatori e agli stessi costruttori, potrebbe essere un asso nella manica a favore del sistema patrocinato dalla Open Handset Alliance. Resta certo che oltre ad una sfida commerciale, assisteremo ad un confronto diretto tra due diverse filosofie.

Update
Il concorso risulta essere aperto a tutti, tranne agli italiani. La causa risiede, a quanto pare, in alcune restrizioni legislative

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