Microsoft, Xbox quasi a gonfie vele

Microsoft si gode il successo della propria Xbox: da settembre a fine anno vendute oltre 4 milioni di console, Halo supera quota 8 milioni di copie e il tutto sfocia però nei disservizi della Xbox Live contro i quali sarebbe stata avviata una class action

Le notizie relative alla console Xbox 360 sono ottime. Anzi, più che ottime, il che implica una situazione quantomeno problematica nella gestione del successo riscosso. I numeri diramati da Microsoft, infatti, indicano un andamento delle vendite che ha ormai superato di slancio quota 17.7 milioni di unità.

Le Xbox 360 vendute a settembre erano 13.4. L’effetto Halo (uscito proprio a fine settembre) e l’ondata natalizia hanno però spinto il numero verso l’alto con Halo 3 che già venduto sul mercato in oltre 8 milioni di unità. Mass Effect è 1.6 milioni. Il tutto in un momento in cui Sony spinge forte sull’accelleratore per proporre la propria PlayStatino 3 e Nintendo domina la scena grazie al successo di Wii. Ma mentre la Xbox continua ad andare a ruba, un effetto collaterale del successo ottenuto inizia a manifestarsi nel risvolto “live” della console.

La Xbox Live si è bloccata durante le vacanze natalizie a causa dell’alto numero di utenti collegatisi ai server Microsoft per il gioco in multiplayer. La struttura non ha retto e per molte ore il servizio (a pagamento) non è stato raggiungibile. Per compensare i propri utenti “gold”, Microsoft ha così pensato ad un piccolo omaggio consistente in un Xbox Live Arcade da poter scaricare gratuitamente (con costi tradizionali indicati tra i 5 ed i 15 dollari). Le scuse potrebbero però non bastare: 3 utenti statunitensi hanno deciso di sporgere denuncia contro il colosso di Redmond iniziando una class action che andrà ora discussa in tribunale. L’accusa contro Microsoft è quella di non aver agito in tempo sui propri server nonostante l’azienda abbia avuto i mezzi per prevedere l’afflusso in massa degli utenti. Il servizio non sarebbe stato dunque all’altezza e la class action avrebbe il fine di difendere i diritti di quanti hanno pagato la propria adesione alla Xbox Live senza averne potuto godere dei servizi per giornate intere.

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