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Libertà d’espressione online, l’UNESCO diserta

La prima giornata mondiale di protesta a favore della libertà d'espressione online si è svolta con successo senza però l'approvazione dell'UNESCO. Più di 5.000 utenti si sono collegati al sito di Reporters Sans Frontières per solidarietà

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La giornata mondiale per la libertà d’espressione online indetta per il primo anno da Reporters Sans Frontières si è svolta con successo ma senza l’appoggio dell’UNESCO, l’agenzia delle Nazioni Unite incaricata di gestire l’educazione scientifica e culturale. Una ritiro avvenuto all’ultimo minuto che ha provocato una certa irritazione e secondo i protestanti è stato motivato dalle pressioni esercitate dai cosiddetti “stati nemici”.

L’evento è stato una 24 ore di protesta in nove spazi pubblici virtuali allestiti come nove piazze Tienammen, cioè luoghi rappresentanti degli omologhi reali presenti in paesi dove le libertà sono limitate. Chiunque poteva loggarsi, assumere un avatar e rimanervi connesso per manifestare il proprio assenso alla causa. Oltre 5.000 persone hanno scelto di aderire ad una simile forma di protesta.

Oltre alla protesta in occasione della prima giornata della libera espressione online Reporters Sans Frontiéres ha anche presentato la versione aggiornata della “lista dei nemici” ovvero gli stati nei quali c’è un forte controllo su tutto ciò che viene detto e fatto in rete, talmente forte da tradursi in censura. Gli stati sono 15, tutti collocati più o meno nella medesima zona del pianeta, e rispetto all’anno scorso vedono la presenza aggiuntiva di Etiopia e Zimbabwe.

Oltre ai nemici però esistono anche le nazioni sotto osservazione, cioè paesi dove magari i blogger non sono imprigionati e la censura non è metodica ma comunque capitano episodi di repressione della libertà d’espressione online. Secondo Reporters Sans Frontières sono 62 i cyber-dissidenti in galera in tutto il mondo e più di 2.600 siti, blog e forum sono stati chiusi o bloccati solo l’anno scorso.

Infine è stata messa online anche una nuova versione del Manuale di sopravvivenza per blogger e cyber-dissidenti in paesi dove le libertà sono represse, una guida disponibile in inglese e francese che illustra metodi e strategie per continuare a protestare ed esprimersi anche là dove è proibito o pericoloso. Ci sono consigli su come bloggare anonimamente o aggirare i sistemi di censura e, attraverso casi pratici a metà tra l’hackeristico e il furbesco, mira ad aiutare la protesta. C’è da chiedersi come si possa fare a scaricare il documento con semplicità in paesi che censurano internet.