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La crisi di AOL

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AOL, la storica società che ha permesso a milioni di utenti di navigare su Internet, sta provando da molto tempo a reinventarsi. Una situazione critica, quella in cui si trova la compagnia, che ha scommesso tutto lanciandosi nel mercato della pubblicità online, per il quale ha speso più di un miliardo di dollari in acquisizioni (l’ultima risale a venerdì con l’acquisto di Bebo), che però non hanno migliorato la situazione.

Martedì, Jeffrey L. Bewkes, chief executive di Time Warner, la società madre di AOL, ha dichiarato di essere favorevole alla fusione di American On Line con un’altra società. Parlando agli analisti, durante una conferenza a Palm Beach, Bewkes ha espresso un tiepido ottimismo riguardo al futuro, spiegando che la società ha perso terreno nei confronti dei suoi concorrenti.

AOL rappresenta un grande problema con cui Bewkes si trova a fare i conti. Da un lato, Time Warner ha bisogno di una forte operazione su Internet per difendersi dai ribassi nel suo business tradizionale; d’altra parte, AOL è in crisi da anni e non possiede le condizioni economiche necessarie per sopravvivere da sola ancora a lungo.

Dopo il tentativo di un accordo con Microsoft, ora Time Warner sta discutendo un accordo potenziale con Yahoo. Anche il clima all’interno della classe dirigenziale non sembra dei migliori. Recentemente ex dirigenti d’azienda hanno parlato di riunioni accese tra impiegati e lunedì uno dei quattro dirigenti che si è occupato, l’estate scorsa, della Piattaforma A, l’installazione creata per gestire la divisione pubblicitaria, ha lasciato la società.

Nonostante tutto AOL ancora gode di molti vantaggi, derivati in parte dalla forza del suo marchio, e in parte da un reddito, che se pur in costante decremento (-33% rispetto al 2006), ammonta a 5,2 miliardi di dollari. I siti web di AOL attirano 112 milioni di visitatori ogni mese e 9 milioni di americani ancora pagano la società per i suoi servizi.

Se c’è una cosa sulla quale i dirigenti d’azienda sono d’accordo, è che il futuro dei loro affari giace nel vendere pubblicità. Sebbene i ricavi totali, provenienti dal mercato pubblicitario ammontano a 2,2 miliardi di dollari nel 2007, un incremento del 18% rispetto all’anno precedente, il ritmo della crescita è sempre più lento ogni trimestre.

La crisi travolge in pieno AOL che, a quanto pare, non riuscirà a raggiungere gli obiettivi del bilancio per il primo trimestre del 2008 e sarà difficile, secondo molti dei suoi dirigenti senior, che realizzi gli obiettivi di fine anno.