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Assinform 2008, la crescita dell’Italia è blanda

Assinform rilascia l'indagine condotta da Netconsulting dalla quale esce un ritratto abbastanza di basso profilo della crescita del settore Ict. Da una parte il settore It con l'aumento forte dell'hardware, dall'altra le telco con inerzia rallentata

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Sono stati appena presentati da Assinform i risultati della consueta indagine annuale condotta da Netconsulting sullo stato del settore Ict nazionale e quindi sulla relativa penetrazione nelle famiglie e nei consumi degli italiani della tecnologia.

Il dato principale è relativamente positivo nel senso che nel 2007 il settore è cresciuto ma solo dello 0,9%, in calo rispetto al 2% dell’anno scorso, dati comunque lontani dal 5,5% mondiale. Tale flessione sarebbe dovuta alla relativa inattività del settore da almeno due anni a questa parte. Al momento sono infatti più i comparti tecnologici e fare da locomotiva rispetto a quelli di telecomunicazione, un cambio radicale rispetto al passato.

L’IT è cresciuto del 2% sostanzialmente in virtù di un aumento nelle vendite dell’hardware del 4,8% (la domanda dei pc sale di 13 punti percentuali in unità e 5,5 in valore): sono stati i Pc, infatti, a trainare l’It nel 2007, merito anche del loro deprezzamento continuo. Dunque le famiglie italiane, e non solo le aziende, consumano più tecnologia rispetto al passato sia che si tratti di telefonia cellulare, che Pc, che internet. I tre settori aumentano tra i 3 e i 4 punti percentuali a testa, però anche in questo caso tocca registrare un forte divario rispetto ai dati che arrivano dagli altri paesi europei (+4,7%).

Le aziende, al pari delle pubbliche amministrazioni (esclusa quella centrale), aumentano tutte la spesa in It. Così le grandi aziende (+1,7%), così le medie (+1,9%) e così anche le piccole (+0,6%). Di tali Pc occorre sottolineare che sempre di più sono portatili e sempre meno desktop.

Nel settore software e servizi le cose non sono invece così rosee,:il comparto software cresce solo dell’1,2% e quello dei servizi ha una situazione che non cambia molto. Come per il 2006 il comparto vede l’outsourcing come il più richiesto e a seguire integrazione dei sistemi e la consulenza, mentre tra quelli in calo si registra la presenza di elaborazione dati e formazione al pari dell’assistenza tecnica.

Di tutt’altro tono invece i risultati della parte TLC che scendono ad un +0,4%, molto lontano dal +2,1 del 2006. Ciò accade in gran parte in virtù del calo dei servizi su rete fissa che purtroppo oscura la cavalcata della rete mobile, e a colmare il divario non bastano nemmeno i progressi dei servizi a valore aggiunto. Del comparto fisso si salvano infatti solo i servizi e le connessioni ad internet. Per il resto (voce e trasmissione dati) il calo viaggia ad una media del 4-5%. Ad aumentare sono le connessioni ad alta velocità, un +18% che le porta a 10 milioni e che per quasi il 90% appartengono alla famiglia delle DSL. Il resto viaggia su fibra ottica. Curioso notare il fatto che siano le famiglie a trainare il comparto e non le aziende, la cui domanda anzi cala.

Ottime le performance dell’ambito mobile: a salire sono gli utenti attivi che con un +2,2% arrivano a 45,9 milioni, ma anche l’uso che fanno dei loro apparecchi visto che aumentano i servizi paralleli (sms, mms e internet) a fronte di un calo del traffico voce.