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Spesa online, la crescita c’è ma sempre meno

Per il 2008 si prevede nel mondo dell'ecommerce un aumento del 17% contro quello del 20% del 2007. I venditori però smetteranno di compiere sconti e proporre offerte. La recessione è comunque uno stimolo grazie alla maggior possibilità di scelta

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Un po’ è la recessione, un po’ la propensione dei negozianti ad offrire sempre meno sconti o offerte e un po’ anche il fisiologico calo dopo gli aumenti degli anni scorsi, fatto sta che, nonostante sia ancora in aumento, la spesa online statunitense si prevede crescerà solo del 17% nel 2008.

Gli altri anni erano stati decisamente più generosi, a partire dal 2001 quando l’aumento fu del 44% grazie al diffondersi delle connessioni a banda larga, fino all’anno scorso in cui l’aumento era stato del 20%, corrispondente ad un totale di 175 miliardi di dollari spesi contro i 204 miliardi previsti per il 2008.

È Shop.org a diffondere i dati in questione sul commercio online, precisando che al crescere di importanza del settore online nella più generale area di indagine del commercio i tassi di crescita non possono che inevitabilmente calare. Il peso dell’online l’anno scorso era del 6% mentre per il prossimo dicembre si prevede sarà del 7%.

Ma ancora più interessante è notare come con l’aumentare della benzina, lo stagnare dell’economia e tutti i problemi ad essa correlata, compresa la minor sicurezza, la spesa online è sempre di più preferita a quella offline. Le motivazioni sono semplici: maggiore scelta e quindi maggiore convenienza, specialmente nei settori più in espansione come quello del vestiario (26 miliardi di dollari), computer (23 miliardi) e automobili (19 miliardi).

Eppure per il prossimo anno le offerte non saranno convenienti come per quello passato. In molti infatti hanno deciso che è finito il tempo delle spese di spedizione gratuite, delle offerte in bundle e di tutte le promozioni che in un certo modo hanno guidato la corsa del mercato online.