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La riforma dell’editoria s’ha da fare?

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Ho letto e ascoltato con piacere, nella giornata di oggi le parole dell’on. Bonaiuti e dell’on. Giulietti a favore di un approccio condiviso ad una riforma dell’editoria. Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, considero queste prese di posizione coerenti con la felice tradizione del Parlamento italiano che ha sempre saputo trovare il modo per affrontare i temi dell’editoria in un’ottica e con un spirito che superassero le pur legittime divisioni tra gli schieramenti politici.

E’ con questo medesimo spirito che confermo la mia intenzione di ripresentare al prossimo Parlamento il disegno di legge per la riforma dell’editoria che, pur approvato dal Consiglio dei Ministri, non si era potuto formalmente trasmettere alle Camere per le dimissioni del Governo.

Si tratta, ci tengo a ricordarlo, di un testo elaborato, con la consulenza di una commissione di esperti presieduta dal prof. Enzo Cheli, sulla base del lavoro svolto dall’esecutivo precedente e arricchito con il frutto di un’amplissima consultazione di tutti gli operatori e di tutte le organizzazioni rappresentative del settore dell’editoria quotidiana, periodica e libraria.

Il primo, ancora informale ma positivo apprezzamento già raccolto sul testo del disegno di legge da parte delle competenti commissioni parlamentari e dalla Commissione Europea mi fa sperare che, sulla base di questo provvedimento, possano maturare nel Parlamento le condizioni per un lavoro fruttuoso ed in grado di portare all’approvazione di quella riforma che l’editoria italiana aspetta e richiede.

Fonte | Governo.it

Firmato: Franco Ricardo Levi.

Quando il disegno di legge per la riforma dell’editoria è stato presentato, scrivemmo questo, questo e questo. Beppe Grillo sollevò le folle in nome della libertà di espressione e contro il cosiddetto ROC, e le nuove dichiarazioni giungono ora a pochi giorni dal nuovo V-day che ha nel mirino proprio le “caste” e le distorsioni dell’editoria italiana.

Il disegno di legge non è andato formalmente in Parlamento, ma informalmente l’abbiamo già discusso due volte nella Commissione cultura addirittura con l’articolato, e c’è stato un apprezzamento da parte di tutti, maggioranza e opposizione. Mi fa pensare che ci siano davvero le condizioni nella prossima legislatura non solo di ripresentarlo rapidissimamente ma anche di vararlo.

Da quanto si lascia intuire, il testo verrà ripresentato tale e quale.
Ergo, anche le polemiche correlate verranno ripresentate tali e quali.