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I partner di YouTube, roba da privati o da aziende?

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Lo sbandierato programma di partnership tra YouTube e i propri utenti più noti e di successo ha raggiunto il milione di dollari di contributi. Cioè il sito di sharing video ad oggi ha elargito un milione diviso tra tutti i propri utenti partner (che in gran parte sono “corporate” e non “consumer”).

L’annuncio è venuto in occasione del lancio del programma anche per gli utenti di Giappone, Australia e Irlanda. Dunque ancora niente Italia. La statistica è interessante ma purtroppo povera: non si sa molto altro se non che gli utenti partner sono decisamente molti di più di 100, cifra inizialmente ipotizzata dai giornalisti.

Per capirne di più però si possono analizzare le dichiarazioni di Yuri Baranovsky di Break A Leg, il quale sostiene che con 2 milioni di views ha raccimolato 1.600$. Tuttavia YouTube sostiene di pagare cifre diverse a partner diversi e che le variabili coinvolte nel calcolo del compenso sono talmente tante che non è possibile a posteriori fare delle medie o delle divisioni per capire più o meno quale sia la ratio.

Ma la domanda cui non si riesce ad avere risposta è: che tipo di business è questo? Uno di quelli che funzionano solo per l’1% dei video più visti (probabile)? Oppure non funziona nemmeno per quelli e quindi semplicemente un business buono per le aziende o i network?
Questi infatti sarebbero gli unici soggetti in grado di realizzare un alto numero di views grazie a contenuti che sono già andati in tv o su altri mezzi e quindi si sono già ripagati dei loro costi di produzione. A quel punto dai passaggi in rete di quel materiale ci si potrebbe solo che guadagnare in visibilità ed esposizione.