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Amazon contro lo stato di New York

Per un nuovo decreto sono obbligati a pagare le tasse dello stato anche tutte le imprese che hanno degli "affiliates" residenti a New York. Tradotto in rete significherebbe qualsiasi partner che linki oggetti in vendita. Per Amazon sarebbe un'ecatombe

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Una nuova legge dello stato di New York rischia di mettere in difficoltà il grande commercio in rete di siti come Amazon. Si tratta di un diverso modo di concepire la presenza nello stato di un sito internet, cosa che implica chiaramente il pagamento delle tasse dello stato relativo.

Lo stato di New York etichetta come residenti anche tutti i retailer online i cui prodotti sono direttamente linkati da siti con i loro server nello stato di New York. Un sito come Amazon ha centinaia di migliaia di partner che linkano direttamente i suoi prodotti e dunque è uno dei principali bersagli della nuova definizione. Secondo le previsioni la decisione dovrebbe portare la bellezza di 50 milioni di dollari in più di tasse all’azienda.

Amazon comunque non si è certo dato subito per vinto e si difende sostenendo l’incostituzionalità di una legge progettata in qualche modo appositamente per esso e servizi affini (il decreto non a caso è anche ribattezzato “Amazon Tax”) e che obbliga il pagamento di tasse di uno stato ad imprese che non hanno alcun nesso con quel luogo specifico. I partner, sostiene sempre Amazon, sono infatti totalmente indipendenti dal servizio, scelgono da soli formati, piazzamento e timing sul proprio sito.

Dall’altra parte Tom Bergin, portavoce del Dipartimento Tassazione e Finanza dello Stato, sostiene che la nuova legge è indispensabile per adeguarsi ai tempi poichè tutti nello stato di New York «pagano le tasse sugli articoli che comprano. Non si tratta di una nuova legge ma di un appendice ad una legge esistente per adeguarla alla modernità» ha dichiarato a Wired.

E intanto il team legale Amazon si è già portato avanti rivolgendosi alla Corte Suprema di Manhattan.