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Hacker ruba dati a 6 mln di persone

Misterioso hacker è riuscito a penetrare all'interno del database del governo cileno e a rubare i dati personali di sei milioni di cittadini pubblicandoli poi su alcuni portali, allo scopo di dimostrare l'inadeguatezza dei sistemi di sicurezza del paese

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Non ha ancora un nome l’hacker che è riuscito a penetrare all’interno del network governativo cileno e a rubare le informazioni personali di ben sei milioni di persone, facendole apparire poi all’interno di alcuni portali. L’hacker, che si è identificato con il nominativo di “Anonymous Coward“, avrebbe effettuato l’operazione allo scopo di dimostrare l’inadeguatezza dei sistemi di sicurezza del paese nel proteggere i dati personali dei suoi 16 milioni di abitanti.

Le informazioni rubate sarebbero apparse inizialmente all’interno del popolare blog cileno Fayerwayer.com sotto forma di file compressi al cui interno risiedevano nomi, indirizzi, email e numeri di telefono dei cittadini interessati dall’operazione. I file, dopo essere stati tempestivamente rimossi dal portale, sono però riapparsi successivamente anche all’interno di altri siti, incluso Blogger di Google.

I post di “Anonymous Coward” contenevano messaggi riguardanti le scarse misure di sicurezza messe in atto dal governo del Cile per proteggere le informazioni dei suoi cittadini e istruzioni su come accedere ai dati governativi: «se volete estrarre dati da un server», ha scritto l’hacker, «è bene realizzare uno script che non si connetta direttamente al server, ma piuttosto attraverso [proxy anonimi]». Anonymous Coward ha inoltre affermato che i file contengono informazioni relative alla figlia del presidente cileno Michelle Bachelet, alla quale è accreditato un opinabile “school pass” destinato a diventare uno dei principali rami di discussione correlati alla vicenda iniziale.

La notizia è stata divulgata inizialmente per mano del giornale cileno El Mercurio, scatenando nei cittadini una certa preoccupazione per la sicurezza dei loro dati personali. Secondo quanto riportato dal giornale, il portavoce del governo del Cile Francisco Vidal ha definito il problema della fuga di dati attraverso Internet «serio e delicato», confidando che i sistemi informatici della pubblica amministrazione siano adeguatamente protetti.