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Google: aggregatore sociale?

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Supponiamo di conoscere le ricerche effettuate da ciascun utente su Internet e di utilizzarle con finalità di marketing.

Che cosa succederebbe se tali dati potessero essere incrociati con le ricerche e le preferenze di utenti che condividono, almeno in parte, i nostri stessi interessi?

Quanto potrebbero valere queste informazioni una volta aggregate e processate per una qualunque azienda operante in un qualunque settore di mercato?

E sopratutto… di quanto aumenterebbe il loro valore se fossero nelle mani di quella che è, allo stato di fatto, la più grande concessionaria online che opera su scala planetaria….

Queste sono le domande che mi sono posto ieri quando ho letto su TechCrunch dell’annuncio fatto Lunedì scorso da Google in merito all’avvio operativo del progetto Friend Connect.

Senza scendere nei dettagli tecnici si tratta di un applicazione che, con un procedimento piuttosto semplice, simile a quello di Adsense, consente ai webmaster di aggiungere al proprio sito le caratteristiche dei più importanti Social Network.

Per gli utenti, in generale, questo significa semplicemente che in tali siti potranno fare esattamente quello che già fanno nei Social Network. Potranno invitare i propri amici, lasciare commenti e quant’altro senza per questo dover ricostruire tutte le volte la propria rete di relazioni che invece varrà “trasportata” tra i siti Web che aderiscono al programma di Google.

Per la verità, durante la settimana scorsa vi sono stati annunci analoghi da parte di MySpace con il progetto sulla Data Availability e da parte e da parte di FaceBook con un programma simile chiamato Connect.

Queste sono le notizie già di per sé curiose se non altro per la coincidenza temporale degli annunci da parte di alcuni dei più importanti player sul mercato. Sotto il profilo economico credo sia invece piuttosto interessante dare uno sguardo alle implicazioni di carattere strategico retrostanti e agli scenari competitivi che si stanno delineando.

Credo sia verosimile pensare che le caratteristiche “sociali” del Web 2.0 andranno diffondendosi in misura sempre maggiore come testimonia ormai da tempo il crescente successo dei siti che offrono tale tipologia di servizi.

È anche vero che il problema della così detta “portabilità” ne frena in una certa misura lo sviluppo in quanto può diventare noioso iscrivendosi al terzo o quarto Social Network, verificare se vi sono persone che appartengono al nostro network di relazioni, ed eventualmente invitarle.

Al riguardo mi sembra che i programmi sopra riportati da parte di FaceBook e di MySpace vadano nella direzione di risolvere questo problema agevolando l’utente nella navigazione.

Ciò che si accinge a fare Google con Friend Connect mi sembra che abbia dei non trascurabili risvolti aggiuntivi. A mio avviso infatti in questo caso non si tratta soltanto di garantire la portabilità delle identità digitali ma di diventare, all’atto pratico, una sorta di “aggregatore” e “dispensatore” di Social Network.

I gestori di moltissimi siti ci guadagnerebbero in termini di caratteristiche aggiuntive offerte agli utenti e quindi presumibilmente di visite. Questo potrebbe costituire per loro un incentivo unilaterale all’affiliazione e consentirebbe a Friend Connect di imporsi come standard.

I grandi Social Network, dal canto loro, ne beneficerebbero in quanto i contenuti e le relazioni degli utenti verrebbero moltiplicate in maniera esponenziale su milioni di siti, inducendo facilmente nuovi utenti a sottoscrivere il servizio.

Le persone che navigano infine, se il progetto sarà coronato dal successo, potranno socializzare come già fanno con Youtube, MySpace, FaceBook ecc. su ogni sito affiliato che diventerebbe una sorta di “terminale” dei Social Network più popolari.

Ci sarebbe solo una non trascurabile caratteristica in più: sarebbero, passatemi l’espressione… “powered and tracked by Google”.

Credo sia ragionevole pensare che la contestualizzazione dell’advertising on line possa risentirne parecchio…