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L’Italia e l’internet di serie B: se navighi poco, spendi troppo

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Più volte abbiamo analizzato la validità e la qualità delle offerte della banda larga italiana. Abbiamo discusso più volte della mancanza di concorrenza tra Telecom e gli altri operatori e di come rispetto al resto dell’Europa fossimo sempre in ritardo.

Anche se nell’ultimo anno le cose sono andate un po’ meglio, la situazione non è rosea e una recentissima inchiesta di Altroconsumo fotografa ottimamente lo stato di salute delle offerte italiane di connettività e di connettività + voce.

Dall’inchiesta frutto di un’accurata analisi, si evince come le offerte abbiano si avuto un calo di prezzo e un aumento delle prestazioni, ma che i provider non si fanno assolutamente concorrenza tra loro.

Basti pensare che tra la migliore offerta del monopolista Telecom e quella di un suo concorrente c’è solo una differenza del 3% nel prezzo.

Una differenza davvero imbarazzante se pensiamo che all’estero è tutta un’altra musica e questo è il segno evidente che qui da noi la vera concorrenza non c’è.

Se poi andiamo a osservare le differenze nel dettaglio scopriamo quanto da noi effettivamente le cose debbano ancora migliorare e di molto….

Se diamo uno sguardo alle tariffe a tempo, l’Italia è ancora indietro, i costi sono altissimi, fino a 2? l’ora. Calcolatrice alla mano è facile capire che per 10 misere ore al mese di navigazione andremo a spendere più delle flat con navigazione illimitate.

Sul fronte della flat standard va meglio, Tele2 è tra le più economiche, però se confrontiamo le offerte flat da 8Mbit in su l’Italia è ancora molto indietro con costi nettamente superiori alla media europea, anche se come detto all’inizio, rispetto a poco tempo fa questi prezzi sono calati di molto.

Lato fonia non sorridiamo ma neanche piangiamo. Alcuni piccoli provider come Wooow.it offrono soluzioni interessanti ed economiche, però se ci concentriamo sui provider pricipali, ci accorgeremo che le tariffe voce+dati sono ancora troppo care.