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Quando Google diventò inquilino della NASA

Il grande motore di ricerca nella volontà di espandersi affitterà per 40 anni 42 acri di terreno che la NASA possiede a Mountain View. Un'operazione da 146 milioni di dollari che rafforza ancora di più un sodalizio che da tempo si è dimostrato virtuoso

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Google diventa affittuario della NASA, il grande motore di ricerca volendo espandere il proprio quartier generale di Mountain View ha infatti chiuso un accordo per avere in concessione per 40 anni ben 42 acri di terreno dell’agenzia spaziale statunitense per il costo totale di 146 milioni di dollari.

La costruzione di nuove strutture (che occuperanno il 2% del territorio della NASA) seguirà tre fasi: una immediata a partire dal 2013, una a partire dal 2018 e una a partire dal 2022. L’obiettivo è creare un campus che dia ospitalità e uffici ai nuovi reparti di ricerca e sviluppo della società. «Vogliamo crescere nella silicon Valley» ha dichiarato a StreetInsider David Radcliffe vicepresidente di Google «crediamo che la collaborazione con la NASA e la città di Mountain View sia emblematica del reciproco beneficio che istituzioni pubbliche e private possono trarre l’una dall’altra».

Google infatti, già collabora con modalità diverse e da tempo con la NASA, sia in maniera molto materiale attraverso l’affitto di jet privati per i dirigenti della compagnia, sia in maniera più eterea con progetti come Google Moon (poco usato dagli utenti comuni, ma utile all’agenzia spaziale), Google Earth (nelle sue diverse ramificazioni) e attraverso l’accordo del 2005 per la ricerca e lo sviluppo congiunti di tecnologie per lo spazio.

Infine, Google e NASA collaborano in progetti come Disaster Response che elabora prototipi di sistemi per rilevare ed intervenire in tempi brevi in caso di disastro naturale e Global Connection che cerca di integrare i dati e l’esperienza del National Geographic negli affari del motore di ricerca.