Polaroid va in pensione

È un annuncio di qualche mese fa, entro la fine del 2008 la Polaroid Corporation chiuderà gli ultimi stabilimenti (in Messico e negli USA) che producono le pellicole da inserire nelle cartucce.La notizia era nell’aria da tempo, soprattutto dopo che, nel 2007, la multinazionale aveva deciso di chiudere la produzione delle famose macchine fotografiche a

È un annuncio di qualche mese fa, entro la fine del 2008 la Polaroid Corporation chiuderà gli ultimi stabilimenti (in Messico e negli USA) che producono le pellicole da inserire nelle cartucce.

La notizia era nell’aria da tempo, soprattutto dopo che, nel 2007, la multinazionale aveva deciso di chiudere la produzione delle famose macchine fotografiche a stampa istantanea.

Sono passati sessanta anni dalla messa in vendita della prima macchina a sviluppo istantaneo, la Polaroid Land Modello 95, venduta a Boston per 89,75 dollari.

La notizia ha sconvolto cultori e appassionati delle fotocamere Polaroid, che si sono riuniti in associazioni per salvare le macchine a sviluppo istantaneo. Vi invito, a questo proposito, a visitare alcuni dei siti di queste associazioni savepolaroid.com, savethepolaroid.com qui troverete pubblicati milioni di foto scattate da macchine polaroid inviate dai visitatori che sono anche invitati a firmare una petizione per salvare le macchine a sviluppo istantaneo. In Italia non ci sono siti espressamente dedicati all’argomento, ma sono moltissimi i blog e i portali che nei modi più diversi invitano i loro visitatori a firmare le petizioni per salvare le macchine Polaroid.

Il termine Polaroid prima di essere legato alla mitica macchina fotografica era il nome di uno speciale film di plastica utilizzato per polarizzare la luce, brevettato nel 1929 e successivamente sviluppato da Edwin H. Land nel 1932 quando aveva solo 23 anni mentre studiava ancora a Harvard.

Costituito da una pellicola di plastica in cui erano incorporati numerosi cristalli di erapatite (solfato di iodiochinino). Abbandonata l’università prima del conseguimento della laurea, fondò nel 1937, la Polaroid Corporation.

Con il passare degli anni Land migliorò il suo film inventandone sempre nuove applicazioni come filtri fotografici, occhiali da sole e anche negli oblò degli aerei.

Land racconterà che l’idea della macchina per stampare foto istantanee gli viene nel 1944 grazie alla figlia che desiderava vedere subito sviluppate le foto scattate durante una passeggiata.

Solo nel primo anno di vendita la Polaroid Land 95 fece fatturare ben cinque milioni di dollari. Le foto venivano impresse su un “Roll Film”, una pellicola in rullo molto particolare, composta da due parti: positivo e negativo. Non era esattamente immediata da usare, andava estratta la foto e poi andava strappato via il positivo subito dopo l’avvenuto sviluppo della stessa. Dieci anni dopo il lancio, le macchine Polaroid erano vendute in 45 paesi.

Durante gli anni settanta viene lanciato il modello SX-70, il primo modello dotato del caricatore quadrato dal quale sbucavano le foto che una volta sventolate per un minuto rivelavano l’immagine appena scattata. Questo particolare tipo aveva inoltre la peculiarità di essere modificabile: riscaldando la foto (con un phon o simili) e agendo con vari attrezzi di fortuna (punteruoli o punte di legno per esempio) era (ed è ancora) possibile deformare l’immagine sviluppata.

Nel 1973 venivano prodotti ben cinquantamila confezioni di pellicola al giorno, un escalation che continuò fino alla metà degli anni ’80, passando per il 1977 anno in cui per la prima volta il fatturato raggiunse il miliardo di dollari. In questo periodo la Polaroid vinse anche una battaglia legale con la Kodak per i diritti sul brevetto.

La Polaroid veniva usata da tutti, anche registi cinematografici, architetti, arredatori, detective privati e persino grandi nomi della fotografia ne facevano abitualmente uso per i motivi più disparati. Anche Andy Warhol la utilizzava per i suoi “esperimenti.

Ma come tutto quello che sale, anche le fortune della Polaroid iniziarono a scendere. L’avvento delle nuove tecnologie e alcuni investimenti sbagliati hanno portato l’azienda sul baratro costringendola, nel 2001, a chiedere la protezione fallimentare, nel 2005 venne rilevata dalla Pettes Group Worldwide.

Con la chiusura delle fabbriche che producono le mitiche cartucce, chiude anche un intera epoca storica della fotografia. Il marchio ora volta pagina scommettendo sul digitale annunciando la prossima uscita di stampanti istantanee, che non faranno uso d’inchiostri né nastri, e la lavorazione di una fotocamera digitale con un sistema di sviluppo istantaneo.

In Italia questa stampante giungerà verso Giugno e a quanto dicono i produttori avrà dimensioni molto ridotte.

Comunque, non tutto è perduto per gli amanti delle istantanee, secondo l’agenzia Bloomberg (mica l’ultima arrivata), circolano voci in base alle quali la Polaroid Corporation sarebbe intenzionata a cedere a terzi la linea delle istantanee.

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