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21 nuove cause antipirateria per Microsoft

Il colosso dell'informatica ha da poco avviato 21 nuove cause legali contro altrettanti rivenditori statunitensi accusati di aver diffuso copie illegali dei suoi applicativi. L'operazione si inquadra nella lotta senza quartiere di MS contro la pirateria

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Non conosce sosta l’impegno di Microsoft contro la contraffazione e la vendita di software pirata. Il colosso dell’informatica ha da poco avviato una ventina di cause legali in 14 stati degli USA contro alcuni rivenditori accusati di aver diffuso copie illegali dei suoi applicativi. Le azioni legali spaziano in tutto il Paese dalla California alla Florida e dall’Illinois al Texas.

Secondo le tesi dell’accusa, i soggetti chiamati in causa da Microsoft avrebbero venduto numerosi personal computer e DVD contenenti copie non autorizzate e illegali del software proprietario sviluppato da Redmond. Per risparmiare sulle licenze, numerosi rivenditori avrebbero installato per più volte la stessa copia dei sistemi operativi di Microsoft su computer diversi, cercando di eludere il rigido controllo effettuato in remoto dal colosso dell’informatica attraverso il suo Genuine Advantage.

Sempre stando alle accuse di Microsoft, i PC venduti con software pirata preinstallato sarebbero stati pagati a prezzo pieno dalla clientela, benché la mancanza dell’attivazione ne impedisse il completo funzionamento e la possibilità di ricevere gli aggiornamenti attraverso Windows Update. Molte delle persone coinvolte nell’azione legale di Redmond si sarebbero già distinte in passato per azioni di pirateria e diffusione di software contraffatto negli anni precedenti.

La diffusione degli applicativi pirata non è semplicemente un danno per Microsoft, ma per l’intera industria del software. Si stima che solo nell’ultimo anno le copie non autorizzate degli applicativi abbiano portato a una perdita quantificabile in otto miliardi di dollari. Le società produttrici di software proprietario hanno dunque tutto l’interesse nel perseguire la pirateria, anche se talvolta le azioni eccessivamente incisive verso i singoli possono rivelarsi controproducenti per l’immagine delle stesse software house.