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Canon Pocketronic, la calcolatrice diventa tascabile

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La Canon Pocketronic è la prima calcolatrice tascabile funzionante a batteria e anche uno dei primi dispositivi ad usare circuiti integrati a larga integrazione (LSI).

È basata su un progetto Texas Instruments avviato nel 1965 e realizzato come prototipo nel ’67.

Il progetto “Cal-Tech” (Calculator Technology), inizialmente non prevedeva la realizzazione di un prodotto commerciale, era piuttosto un esercizio per stimolare la creatività e affinare la tecnologia di produzione.

Pat Haggerty, al tempo alla guida di Texas Instruments, affidò il team di sviluppo a Jack Kilby, una delle figure più importanti della storia dell’elettronica, famoso per aver realizzato il primo circuito integrato nel 1958.

Il prototipo Cal-Tech centrò tutti gli ambiziosi obiettivi e la TI pensò di proporlo alle compagnie attive sul mercato. Canon si mostrò interessata e fu avviata una partnership, con TI che si impegnò a fornire i circuiti integrati e Canon che si sarebbe occupata del design e della realizzazione. Il risultato fu la Canon Pocketronic che venne commercializzata in Giappone nell’Aprile del 1970 e negli Stati Uniti nel Febbraio del 1971 al prezzo di $385.

Qualche tempo dopo la Monroe, partner di Canon, introdusse la Monroe Model 10, un clone della Pocketronic con un look un po’ più arrotondato.

La Pocketronic è basata su tre circuiti integrati MOS-LSI ed esegue le quattro operazioni di base a 12 cifre con la precisione di 4 decimali.

Non è presente un display, le cifre immesse e i risultati delle operazioni vengono stampati su un nastro di carta termica contenuto in una cartuccia. I numeri e le operazioni sono stampate così come sono immesse dall’utilizzatore, quasi in tempo reale (vengono impiegati circa 2 secondi per stampare un numero di 12 cifre) e c’è un immediato riscontro attraverso una piccola apertura frontale poi, eseguito il calcolo, la carta fuoriesce dal lato sinistro della calcolatrice.

La maggior parte dello spazio interno è occupato dalle batterie ricaricabili al nichel-cadmio che fanno lievitare il peso a più di 800 grammi e forniscono appena 3 ore di autonomia.