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ZX Spectrum, l’altra faccia dei PC anni ’80

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Abbiamo già parlato del Commodore 64 ma non molti conoscono il suo vero antagonista, il Sinclair ZX Spectrum.

Presentato nel 1982 è un prodotto dell’inventiva di “Sir Clive Sinclair”, un lord inglese appassionato di tecnologia e autore di diverse invenzioni, alcune estrose altre di uso quotidiano, come le calcolatrici portatili con display a LED.

Lo Zx Spectrum nacque come personal computer a basso costo, tutto era pensato per permettere all’utilizzatore di risparmiare, infatti per funzionare necessitava solo di un televisore e di un normalissimo registratore a cassette. Al contrario il suo antagonista necessitava di un registratore proprietario, più costoso e che oltretutto era quasi 5 volte più lento di quello dello Spectrum.

Caratterizzato da un’alta semplicità di utilizzo, dotato di un’ampia quantità di programmi “assemblatori”, di un Basic evoluto e di tutta una serie di linguaggi disponibili, lo Zx Spectrum era sicuramente un PC più orientato alla programmazione che ad altri usi. Non aveva porte per joystick o per altre periferiche, ma era dotato di una porta d’espansione universale, documentata accuratamente nei manuali, e che permise la realizzate una miriade di interfacce aggiuntive per periferiche, come mouse, stampanti e joystick.

Purtroppo alcune scelte poco felici della Sinclair Research Ltd portarono lo Spectrum su strade tortuose e poco percorribili. Infatti, Clive Sinclair era contrario ai costosi floppy tanto che nella versione dello Spectrum QL, uscita nel 1986, non ne era neanche stato preso in considerazione l’uso. Questa decisione venne presa anche perché la Sinclair stava cercando di far affermare i microdrive, si tratta di microcassettine con un nastro continuo infinito (legato da entrambe le estremità in modo contrario) che giravano ad altissima velocità, ma inaffidabili, e che talvolta inceppavano il nastro.

Purtroppo anche la fretta di far uscire il prodotto fu controproducente, in quanto i primi esemplari del QL erano afflitti da molti bug. Tra il 1986 e il 1987 la Sinclair fu costretta a vendere tutti i progetti dello Spectrum all’Amstrad che per alcuni anni continuò a produrli in varie versioni.

Lo Spectrum aveva qualche grave difetto, ad esempio la tastiera “gommosa” che col tempo e l’utilizzo tendeva a deteriorarsi irreparabilmente. Questo problema venne risolto con le versioni prodotte dall’Amstrad che grazie ad una tastiera professionale, all’aggiunta di porte joystick incorporate e all’inserimento di chip audio portò lo Spectrum al livello del Commodore 64 (dal punto di vista dell’uso per giocare).

Grazie al dualismo tra ZX Spectrum e Comoddore 64, sul finire degli anni ’80 iniziarono a fiorire le riviste che allegavano programmi già pronti all’uso.