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Dai Floppy Disk ai Flash Drive USB

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Floppy disk

Le moderne chiavette USB rappresentano certamente un’ottima soluzione per archiviare i propri dati: di dimensioni ridotte, comode e auto installanti, godono di una maggiore capacità di memoria e velocità di scrittura.

Ma il recente e incessante sviluppo tecnologico ha contribuito a farci trascurare qualche tappa fondamentale.

Probabilmente, non saranno in molti a ricordare il primo dispositivo di memoria portatile: un “misero” Floppy Disk, in grado di contenere appena 80 KB.

Ideato da David Noble della IBM nell’ormai lontano 1967, il primissimo “dischetto” misurava 8 pollici di diametro ed era, in realtà, un supporto di sola lettura.

Da allora, i Floppy Disk sono stati oggetto di un costante sviluppo, fino a giungere ai più noti microfloppy da 3 pollici e mezzo e provvisti di una capacità di memoria pari a 1,44 MB. Realizzati dalla Sony si sono di fatto imposti come formato standard solo in seguito alla loro adozione da parte del colosso Apple, nel 1984.

Diffusissimi fino ai primi anni ’90, i floppy disk sono stati i principali dispositivi di memorizzazione esterna e l’unico sistema affidabile per trasportare i propri dati.

Ma le nuove esigenze che andavano profilandosi erano del tutto incompatibili con l’evidente limite della memoria ridotta dei classici dischetti.

Già da metà anni ’90 diventò popolare l’uso di CD-ROM, provvisti di una capacità di memorizzazione centinaia di volte maggiore.

Un goffo tentativo di rilanciare l’uso dei floppy disk fu segnato dall’uscita di SuperDisk, supporto removibile dotato di una capacità di 120 MB e compatibile con gli stessi floppy da 3½ pollici.

Ma l’epoca dei dischetti è stata definitivamente superata con l’introduzione sul mercato delle più comode e potenti chiavette USB.

Queste ultime utilizzano una memoria flash, di tipo NAND, e offrono, fra i vari vantaggi, un’ottima versatilità, una maggiore resistenza e dimensioni ultra-compatte.

Sembra, inoltre, che diverse aziende americane abbiano recentemente lanciato nuove pendrive, con capacità dell’ordine di 64 GB.

Insomma, un confronto insostenibile per i nostri vecchi dischetti.