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Patmos, l’isola wifi di Negroponte

All'interno della sperimentazione delle nuove possibilità di connessione Nicholas Negroponte ha realizzato in collaborazione con 12Net e Nortel una rete mesh per cablare WiFi l'isola greca di Patmos dove passa le sue vacanze da quasi vent'anni

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Uno dei problemi principali delle vacanze in luoghi di villeggiatura è che molto spesso manca la connettività e si è costretti a rivolgersi ai costosi piani tariffari delle chiavette o pc card 3G. Se però si è Nicholas Negroponte si fa cablare il proprio luogo di villeggiatura con una delle tecnologie più all’avanguardia.

Dal 1990 ad oggi Negroponte passa le sue vacanze sull’isola greca di Patmos e conoscendo il luogo, i suoi problemi e le sue esigenze, ha deciso in collaborazione con le compagnie 12Net e Nortel di mettere a punto una rete mesh che porterà a bassissimo costo la connettività WiFi a banda larga. Il progetto non porterà benefici ai soli villeggianti ma soprattutto alle scuole e alle istituzioni che vivono e lavorano sul posto tutto l’anno e anche alle isole limitrofe.

Ancora più importante è poi il valore simbolico e sperimentale dell’affare. Le reti Mesh infatti sono una delle tecnologie in via di sviluppo più promettenti ed innovative per come consentono di cablare con internet in WiFi vaste zone con pochi hotspot. Semplificando una questione più lunga le reti mesh si basano sul presupposto che oltre agli hotspot principali ne esistono di secondari che ripetono il segnale e questi sarebbero gli stessi “client” che ricevono il segnale. Ogni utente della rete dunque diventa a sua volta un ripetitore.

La rete di Patmos avrà 8 nodi principali e 50 punti di accesso con i quali garantiscono di portare la connettività in tutte le zone principali dell’isola e anche indoor. Negroponte, che da tempo abbina la tecnologia ai suoi pc low cost, sul sito di 12Net non ha esitato a definire le reti mesh come la soluzione del futuro per la connettività: «Le grandi compagnie telefoniche che si occupano di connettività via cavo e wireless saranno rimpiazzate da micro-operatori che nell’ordine dei milioni costituiranno una fabbrica globale di connettività a banda larga».