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Ray-O-Lite, il primo shoot ‘em up con light gun

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Il primo shoot ‘em up dotato di light gun della storia dei giochi da sala è nato in America nel 1936.

Il nonno di Operation Wolf e Time Crisis si chiamava Ray-O-Lite e ad una prima occhiata assomigliava un po’ ad un jukebox.

Nulla di strano, dal momento che la casa produttrice, la Seeburg, era specializzata proprio nella produzione di jukebox.

Il game play di Ray-O-Lite era piuttosto semplice e consisteva nel dover colpire un’anatra armati di un fucile che proiettava una raggio di luce. Il bersaglio era dotato di una valvola termoionica sensibile ai raggi luminosi che se colpito faceva cadere l’anatra. Si trattava di una macchina rudimentale, ma in effetti aprì la strada ad un gran numero di cloni.

Negli anni successivi, con l’affermarsi dell’elettronica, il funzionamento delle light gun si sarebbe modificato radicalmente: se in questi primi giochi erano i bersagli ad essere dotati di sensori sensibili alla luce che se colpiti reagivano emettendo un segnale, nei videogiochi moderni, in cui si interagisce con un monitor, il sensore si trova all’interno della pistola ed è il bersaglio sullo schermo ad emettere l’impulso luminoso.

Forse per rendere omaggio al capostipite di questo fortunato genere di giochi, nel 1976 la Nintendo ha realizzato Duck Hunt un videogame giocabile con il Laser Clay Shooting System. Nel 1984 ha visto la luce un titolo omonimo sulla console Nintendo Entertainment System.